Il 75,3% dei giovanissimi veneti sotto agli undici anni è già proprietario di uno smartphone. Il legame con i dispositivi mobili va ben oltre la semplice comunicazione o lo svago: ben il 68,5% degli intervistati ammette che la tecnologia influisce sul rendimento scolastico, distanziando la media nazionale di oltre venti punti.

Le cifre sono state diffuse tramite l'Osservatorio Scientifico sull'Educazione Digitale 2026, promosso da Social Warning - Movimento Etico Digitale Aps e ripreso dall'agenzia ANSA. Approfondimenti pubblicati dal quotidiano Il Mattino di Padova mettono in luce abitudini d'uso molto intense, un ricorso costante ai sistemi di intelligenza artificiale e, al contempo, un dialogo ancora ridotto con gli adulti di riferimento.

Il primo telefono prima dei dieci anni

L'età in cui si ottiene il primo dispositivo si abbassa progressivamente: il 42,5% dei ragazzi riceve un telefono prima di compiere dieci anni, mentre la percentuale sale al 92,8% nella fascia precedente i quindici. Lo strumento accompagna i ragazzi per gran parte della giornata, venendo impiegato per lo studio, la ricerca di informazioni, la messaggistica e l'interazione con assistenti virtuali intelligenti.

Il monte ore trascorso in rete risulta notevole. Quasi tre quarti dei giovani, pari al 74,6%, utilizzano il cellulare per un intervallo compreso tra le tre e le sei ore giornalmente, e il 37,9% oltrepassa la soglia delle cinque ore. Le consuetudini digitali si estendono anche al momento del riposo: più di sette studenti su dieci portano il telefono con sé in camera da letto, consultandolo persino prima di alzarsi al mattino. Inoltre, il 52,2% riferisce di aver tentato di limitare il tempo trascorso davanti allo schermo senza riuscire a staccarsi del tutto, e il 21,5% sperimenta uno stato di agitazione quando non ha la possibilità di connettersi ai social network.

Social network e difficoltà a staccarsi

L'attrazione per le piattaforme digitali resta elevata. Il 40% dei giovanissimi veneti pensa costantemente o frequentemente ai social e alle relative modalità di interazione, un dato che risulta più che doppio se confrontato con la media italiana evidenziata dai media. Gli estensori della ricerca sottolineano come tali comportamenti richiedano un'attenta osservazione da parte dei nuclei familiari, delle scuole e delle istituzioni.

ChatGPT come interlocutore e il ruolo della famiglia

L'intelligenza artificiale si inserisce stabilmente nella quotidianità giovanile anche come risorsa per risolvere dubbi e incertezze: il 57% dei partecipanti si rivolge a ChatGPT per avere supporto, una quota vicina al 58,6% che individua nei genitori il principale punto di riferimento.

«In classe capita spesso che un ragazzo mi dica che preferisce chiedere a ChatGPT piuttosto che chiedere a un adulto, perché l'Ai non ti giudica se sbagli la domanda», dichiara al Mattino Gregorio Ceccone, pedagogista del digitale e coordinatore dell'Osservatorio. «Il problema non è l'intelligenza artificiale in sé, è che a scuola e a casa abbiamo reso l'errore qualcosa da nascondere invece che qualcosa da attraversare insieme».

Il confronto in famiglia sui temi digitali rimane tuttavia circoscritto: solo il 18,8% dei ragazzi discute abitualmente dell'argomento con i familiari, mentre il 45% lo fa di rado o mai. Tra le nuove generazioni non mancano le inquietudini riguardo agli sviluppi futuri dell'intelligenza artificiale: il 46,3% teme un impiego distorto della tecnologia, il 41,9% paventa un uso ostile nei confronti dell'essere umano, il 39,7% nutre dubbi sulla tutela dei dati personali e il 34,9% teme la distruzione di posti di lavoro. Soltanto il 22,4% dichiara di non avere timori specifici.

«I nostri dati raccontano una realtà che corre molto più velocemente delle norme», commenta Davide Dal Maso, presidente e fondatore di Social Warning. «A 11 anni la maggioranza dei ragazzi ha già in mano un telefono personale e, quando arriva un dubbio, Internet e sempre più spesso l'intelligenza artificiale sono i primi luoghi a cui si rivolge. Questo ci dice che il vero terreno di gioco non è soltanto quello delle regole sull'accesso ai social, ma quello dell'educazione, che deve iniziare molto prima».

La Giornata Nazionale della Cittadinanza Digitale a Venezia

Le risultanze dell'indagine verranno discusse nel corso della Giornata Nazionale della Cittadinanza Digitale, fissata per sabato 24 ottobre a Venezia. L'appuntamento avrà luogo presso la The Venice Home, all'interno della Fondazione The Human Safety Net in piazza San Marco, e prevede momenti di dibattito, conferenze e laboratori dedicati agli studenti.

Tra i relatori attesi figurano il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika e Davide Dal Maso, fondatore di Social Warning.

Fonte: VeronaSera