Scontri a Milano, Valditara: "Ero qui, in piazza Duomo, e per poco non sono stato colpito alla testa da una pietra"
"Ero qui, in piazza Duomo, e per poco non sono stato colpito alla testa da una pietra. Credo che sia emerso chiaramente un problema importante di integrazione": con queste parole il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha commentato gli episodi di violenza e i disordini registrati nel centro di Milano, ponendo l'accento sulla questione della sicurezza e sui requisiti per la cittadinanza.
Le dichiarazioni del titolare del Viale Trastevere sono state rilasciate a margine dell'inaugurazione del summit internazionale sull'intelligenza artificiale nella scuola, tenutosi al Teatro alla Scala del capoluogo lombardo. L'intervento del ministro arriva nel contesto dei recenti fatti di cronaca che hanno visto verificarsi scontri e saccheggi in città, con un bilancio di 32 arresti (di cui 23 minorenni) e 14 feriti tra le forze dell'ordine.
La posizione su cittadinanza e integrazione
Rispondendo alle domande dei cronisti circa l'ipotesi di una stretta sulla cittadinanza, Valditara ha espresso una posizione netta.
«Dobbiamo riconoscere la cittadinanza a tutti coloro che vogliono condividere i nostri valori di riferimento, non a chi vuole devastare una città e non ha alcuna intenzione di integrarsi.»
Nel merito dei valori e dei comportamenti ritenuti inconciliabili con l'ottenimento della cittadinanza, il ministro ha citato situazioni specifiche: «Chi ritiene che uomini e donne non debbano avere gli stessi diritti, chi considera lecito obbligare una donna a indossare il niqab o chi ritiene che lo Stato debba essere confessionale e che la sharia possa essere utilizzata per risolvere controversie private». Principi che, a detta di Valditara, risultano del tutto incompatibili con qualsiasi apertura in materia di concessione della cittadinanza.
Fermo preventivo per i minori e occupazioni scolastiche
Interpellato sull'introduzione del fermo preventivo per i minorenni, il ministro lo ha qualificato come una vera e propria misura di sicurezza, richiamando confronti con altri Paesi europei: «La polizia francese utilizza metodi decisamente più duri, che probabilmente l'opposizione avrebbe persino definito fascisti. Eppure la Francia è una repubblica democratica. Si tratta di strumenti di sicurezza ampiamente diffusi in molte democrazie».
Infine, Valditara ha tracciato una linea di demarcazione netta tra il diritto alla protesta e gli atti illegittimi o violenti.
«Un conto sono le manifestazioni, che sono sacrosante, un altro sono le occupazioni delle scuole, le violenze di piazza e le contestazioni caratterizzate da minacce, insulti, manichini bruciati o ministri simbolicamente impiccati. Tutto questo non ha nulla a che vedere con la democrazia», ha concluso il ministro.
Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons
Fonte: Tgcom24