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Razzo del Politecnico di Torino lanciato a Roccaraso: c'è Beatrice La Motta

Dalla passione al liceo Vallisneri di Lucca fino al team del Politecnico di Torino: il racconto di Beatrice La Motta dopo il lancio del razzo Ves MkIII a Roccaraso.

Vincenzo Schirripa 19 ottobre 2026 · 06:00 2 min di lettura

Un conto alla rovescia in mezzo a una pianura, circondati dal verde delle montagne abruzzesi, seguito da mesi di attesa. Poi l'accensione del motore e il volo di un razzo bianco e arancione verso il cielo. È il Ves MkIII Rocket, realizzato dal PoliTo Rocket Team del Politecnico di Torino e lanciato dal parco di Roccaraso. Tra i circa centocinquanta studenti che compongono la squadra c'è anche Beatrice La Motta, originaria di Lucca ed ex studentessa del liceo Vallisneri, oggi iscritta all'Università di Torino e parte del reparto propulsione del team.

Come racconta La Nazione, la missione di lancio aveva l'obiettivo di testare alcuni sistemi in vista delle competizioni europee e mondiali che si tengono annualmente in Portogallo o negli Stati Uniti. Durante le prove, la squadra ha verificato il funzionamento dei computer di bordo e delle forward wings, le alette posizionate sulla parte superiore del velivolo, fondamentali per raggiungere in futuro altitudini precise come i 3.000 o i 9.000 metri richiesti dalle gare.

I preparativi e gli imprevisti tecnici

Per sviluppare questa nuova versione del prototipo la squadra ha impiegato cinque mesi di lavoro. Non sono mancati gli ostacoli, tra difficoltà tecniche incontrate durante lo sviluppo e condizioni meteorologiche caratterizzate da un forte vento il giorno del lancio.

Il team ha lavorato anche su un sistema di thruster, pensato per frenare il razzo e regolarne l'apogeo tramite azoto immagazzinato in un serbatoio. Tuttavia, a causa di problemi riscontrati durante lo sviluppo e del forte vento presente sul campo, il sistema non è stato utilizzato in volo.

Il momento del lancio

Superati gli imprevisti, il test si è concluso con successo. “Abbiamo capito che il lancio era andato bene quando si sono aperti i paracadute e abbiamo visto il razzo atterrare sulla montagna”, racconta Beatrice La Motta descrivendo il momento in cui la tensione si è sciolta tra le lacrime, le urla e gli abbracci dei componenti della squadra.

Tags: studenti cronaca universita
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