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Scuola

Napoli, occupata la sede De Sanctis del Vittorio Emanuele II

Gli studenti dell'istituto napoletano hanno avviato l'occupazione contro il caroscuola, l'edilizia fatiscente e lo spostamento di risorse pubbliche verso le spese militari.

Vincenzo Schirripa 19 ottobre 2026 · 15:05 2 min di lettura

Nuova protesta studentesca a Napoli: gli studenti hanno occupato la sede De Sanctis dell'istituto Vittorio Emanuele II, denunciando il caro-vita, i rincari del materiale scolastico e la carenza di fondi destinati all'istruzione pubblica.

A dare notizia dell'iniziativa è l'agenzia ANSA, che riporta le motivazioni espresse dai promotori dell'azione. La protesta si inserisce all'interno di un percorso di mobilitazione che vede il coordinamento tra realtà studentesche attive principalmente nelle città di Napoli, Roma e Torino.

Le motivazioni della protesta: caroscuola e tagli

Al centro del documento diffuso dagli studenti ci sono le difficoltà economiche che colpiscono famiglie e giovani.

"Questa asfissia economica ha un suo sintomo diretto e brutale dentro i nostri istituti: il caroscuola. Imporre ogni anno una spesa di centinaia di euro per i libri di testo significa trasformare il diritto inalienabile allo studio in un privilegio elitario, lasciando indietro chi non ha la disponibilità economica per permetterselo".

La denuncia sulle spese militari e l'edilizia scolastica

Oltre al costo dei libri e al rincaro generale dei beni di consumo, la protesta punta il dito contro lo stato delle strutture e la gestione dei bilanci statali. Secondo gli studenti.

"La fatiscenza delle nostre strutture e la preclusione del diritto allo studio per le fasce economicamente più fragili trovano una causa inequivocabile in una politica di drastici e inaccettabili tagli all'istruzione pubblica. Le risorse economiche statali subiscono una costante deviazione dalle nostre aule verso la spesa militare. Denunciamo, dunque, un vero e proprio impoverimento dei fondi destinati al nostro futuro, deliberatamente dirottati per finanziare l'industria bellica".
Tags: studenti cronaca napoli
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