L'avvio di percorsi scolastici dedicati all'educazione alimentare fin dai primi anni di vita è considerato opportuno dall'85% degli italiani per salvaguardare il benessere dei più giovani. Lo scopo principale consiste nel guidare i ragazzi a comprendere quanto una corretta alimentazione sia fondamentale in ottica preventiva.

Queste evidenze giungono dal Rapporto Coldiretti/Censis intitolato “La filiera della buona salute”, presentato alla vigilia del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, evento promosso da Coldiretti assieme a The European House – Ambrosetti.

Dall'indagine si rileva una consapevolezza ancora limitata tra i giovani italiani circa la stretta connessione tra nutrizione e salute. Soltanto il 19% dei cittadini riferisce di averne compreso a fondo il valore durante l'adolescenza, quota che scende al 5% per il periodo dell'infanzia. La presa di coscienza avviene più spesso nella prima età adulta (indicata dal 52%) o addirittura in età matura e avanzata (20%). La maggior parte delle persone impara quindi a distinguere il cibo sano solo una volta cresciuta, sebbene proprio nei primi anni si consolidino le abitudini destinate a durare tutta la vita.

Una quota schiacciante della popolazione, pari al 95%, attribuisce alla scuola una funzione di primo piano nel diffondere i principi del buon cibo. Inoltre, per il 94% degli intervistati un apporto altrettanto significativo in questo cammino può arrivare dai medici e dalle figure sanitarie.

Il quadro delineato mette in luce l'urgenza di consolidare una sinergia educativa tra famiglie, mondo dell'istruzione, settore sanitario e produttori agricoli, così da fornire ai giovani gli strumenti indispensabili per compiere scelte alimentari consapevoli.

Fonte: Askanews