Partecipare a consigli di classe, collegi dei docenti o Gruppi di Lavoro Operativo per l'inclusione (GLO) da autobus, automobili o luoghi pubblici mette a rischio la riservatezza degli studenti e dei dati sensibili. L'allarme arriva dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che evidenzia la necessità di definire requisiti ambientali minimi per le riunioni collegiali svolte a distanza, sollecitando l'intervento delle singole istituzioni scolastiche e del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
La denuncia del CNDDU sui collegamenti in mobilità
Secondo quanto segnalato dal presidente del CNDDU, professor Romano Pesavento, si registrerebbero casi di insegnanti che prendono parte alle sedute collegiali in itinere, da mezzi di trasporto o contesti nei quali non è garantita la dovuta riservatezza. Una prassi ritenuta particolarmente problematica sotto il profilo deontologico e normativo, in quanto nei consigli di classe e soprattutto nei GLO vengono trattate informazioni delicate relative alla salute, alla disabilità e alle difficoltà di apprendimento o familiari degli alunni.
Come sottolinea il Coordinamento, la semplice disponibilità di una connessione internet attiva non rende idoneo qualsiasi ambiente allo svolgimento di riunioni istituzionali. L'eventuale ascolto da parte di persone estranee non rappresenta un semplice inconveniente marginale, ma un rischio concreto di divulgazione indebita di dati personali che occorre prevenire.
Il quadro normativo e le lacune sugli ambienti
- Gli articoli 5, 29 e 32 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), che impongono l'adozione di misure organizzative adeguate e vincolano le persone autorizzate al rispetto delle istruzioni sul trattamento;
- L'articolo 44, comma 6, del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, che disciplina le modalità di svolgimento a distanza di determinate attività collegiali;
- La nota ministeriale n. 3803 del 30 giugno 2026, con cui sono stati definiti i requisiti tecnico-organizzativi per l'identificazione dei partecipanti, la sicurezza degli accessi, la regolarità delle votazioni e la protezione delle informazioni durante le sedute deliberative telematiche.
Nonostante questo articolato impianto, il CNDDU evidenzia come le disposizioni ministeriali non individuino espressamente requisiti ambientali uniformi per i luoghi di collegamento. L'assenza di un divieto esplicito di partecipazione da mezzi pubblici o spazi condivisi non può tuttavia essere interpretata come un'autorizzazione a trattare dati riservati in condizioni non protette.
Il richiamo del Garante e le richieste a scuole e Ministero
La delicatezza della materia trova riscontro anche nel provvedimento n. 64 del 29 gennaio 2026 del Garante per la protezione dei dati personali, che ha accertato l'illiceità della pubblicazione di nominativi di studenti associati alle convocazioni dei GLO in quanto informazioni idonee a rivelare la condizione di disabilità.
Alla luce di ciò, il CNDDU invita gli istituti scolastici a verificare i regolamenti interni e a introdurre, con il supporto del Responsabile della protezione dei dati (DPO), disposizioni vincolanti sull'idoneità dei luoghi di collegamento. Contestualmente, si chiede al Ministero dell'Istruzione e del Merito di integrare le indicazioni vigenti affiancando ai protocolli di sicurezza digitale specifici criteri operativi sul contesto ambientale delle sedute a distanza.