Il Consiglio dei Ministri ha approvato le modifiche al Codice della strada, introducendo importanti novità per il mondo dell'istruzione, tra cui la promozione dell'educazione stradale nelle scuole. Tuttavia, il provvedimento lascia insoddisfatti gli operatori del settore digitale per il mancato riconoscimento delle metodologie di preparazione online all'esame teorico della patente, come riportato dall'agenzia di stampa askanews.

Educazione stradale e docenti: gli aspetti positivi

Tra i punti di forza del testo approvato dall'esecutivo rientra l'impulso dato all'educazione stradale all'interno degli istituti scolastici, accompagnato da un richiamo esplicito alla qualificazione professionale di chi si occupa dell'insegnamento. Un passaggio ritenuto condivisibile e utile per accrescere la consapevolezza dei giovani prima dell'ingresso alla guida.

La critica sulla formazione digitale

Nonostante i passi avanti sul fronte scolastico, la revisione normativa non include un'apertura verso l'innovazione dei metodi di apprendimento per il conseguimento della patente. La preparazione teorica a distanza rimane infatti non riconosciuta in Italia, segnando un netto contrasto con quanto avviene già in altri Paesi europei come la Germania e la Francia.

A sottolineare l'occasione persa è Lorenzo Mannari, CEO & Co-founder della startup Guidoio, specializzata nella digitalizzazione della preparazione all'esame teorico. Mannari evidenzia come scuole, università e settori della formazione professionale utilizzino da tempo strumenti digitali integrandoli nella didattica quotidiana. L'auspicio formulato dall'operatore è che gli strumenti digitali non vadano a sostituire i professionisti, ma possano affiancarli per rendere lo studio più flessibile e misurabile.

I modelli europei e la percezione del rischio

A supporto della necessità di aggiornare le modalità didattiche vengono citate le esperienze straniere. In Gran Bretagna, ad esempio, dal 2002 l'esame teorico prevede l'hazard perception test, una prova al computer in cui i candidati osservano filmati di traffico reale per individuare tempestivamente i pericoli in formazione.

Secondo le valutazioni del Ministero dei Trasporti britannico, questa tipologia di test ha contribuito a ridurre determinati incidenti tra i neopatentati. L'addestramento alla percezione del rischio, unito all'uso di tecnologie moderne, viene indicato come un modello a cui l'Italia dovrebbe guardare per rendere la preparazione dei guidatori sempre più consapevole e al passo con i tempi.