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Certificazioni linguistiche: UIL chiede tutele per i titoli già conseguiti

Il Ministero presenta la bozza che sostituirà il DM 62/2022. La UIL Scuola chiede la salvaguardia dei titoli già acquisiti, controlli sulle prove online e trasparenza sui costi.

Vincenzo Schirripa 19 ottobre 2026 · 15:30 3 min di lettura

Le certificazioni linguistiche già ottenute dal personale scolastico devono rimanere valide anche nell'eventualità in cui l'ente che le ha rilasciate perda il riconoscimento ministeriale. È questa la richiesta centrale avanzata dalla UIL Scuola durante l'incontro tenutosi presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito, incentrato sulla bozza del nuovo decreto ministeriale destinato a sostituire il decreto ministeriale n. 62/2022.

Il provvedimento all'esame dell'amministrazione e delle organizzazioni sindacali introduce nuove regole per l'accreditamento e il monitoraggio degli enti certificatori delle competenze linguistiche, con criteri più rigorosi sulla qualificazione degli esaminatori, la regolarità delle sessioni d'esame e la conformità al Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER).

Cosa prevede la bozza del Ministero

Le richieste della UIL Scuola

Pur condividendo la necessità di rendere più serio e affidabile il circuito delle certificazioni, l'organizzazione sindacale ha segnalato diverse criticità attraverso una serie di proposte di modifica illustrate in una nota informativa della UIL Scuola.

Il primo punto riguarda la salvaguardia dei titoli pregressi: il sindacato sollecita una norma esplicita che metta al riparo il personale che ha regolarmente acquisito una certificazione presso un ente allora accreditato, evitando che eventuali revoche o cancellazioni successive incidano retroattivamente sui punteggi già inseriti in graduatoria o spesi nei concorsi.

Sul fronte dello svolgimento delle prove, la UIL Scuola insiste sull'avvio di controlli ispettivi periodici, anche a campione, prestando attenzione mirata alle modalità telematiche per scongiurare irregolarità. È stata inoltre chiesta la piena trasparenza economica, imponendo agli enti di pubblicare preventivamente l'ammontare complessivo dei costi e di ogni spesa accessoria, oltre a garantire sedi d'esame distribuite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale per evitare disagi logistici ed economici ai lavoratori.

Infine, il sindacato ha sollecitato tempi certi nella definizione delle pratiche di accreditamento e un aggiornamento continuo degli elenchi ufficiali, così da consentire a docenti e personale ATA di verificare con chiarezza quali siano gli organismi autorizzati e il loro effettivo periodo di validità.

Tags: sindacati docenti certificazioni
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