Un migliaio di studenti e studentesse si è ritrovato in corteo nel centro di Reggio Emilia per una protesta collettiva contro le politiche del governo, il carovita e le condizioni dell'edilizia scolastica. Come racconta Il Resto del Carlino, la mobilitazione ha visto i giovani sfilare al grido di "Nous serons la révolution" per chiedere una scuola definita inclusiva, innovativa e accessibile.

Il concentramento si è tenuto al polo scolastico di via Makallè per poi congiungersi al presidio organizzato davanti al liceo artistico Chierici e attraversare il centro. Tra gli slogan intonati dai manifestanti figurano critiche dirette alle scelte economiche dell'esecutivo e al ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, accompagnati da bandiere palestinesi, albanesi e cubane.

Nel corso della manifestazione, gli studenti hanno puntato il dito contro l'aumento del costo della vita e i bassi stipendi, lamentando inoltre lo stato di degrado in cui versano molti edifici scolastici, tra tapparelle rovinate e lavagne Lim trascurate. Tra i temi al centro della protesta figurano anche le polemiche legate all'ipotesi di un tetto massimo di studenti stranieri nelle classi.

Il corteo, scortato da Digos e polizia municipale, si è mosso da via Filippo Re lungo la via Emilia verso la caserma Zucchi senza particolari tensioni, fatta eccezione per il lancio di qualche petardo e per due ragazzi che si sono temporaneamente aggrappati alle inferriate di una finestra del Liceo Spallanzani. La protesta si è conclusa in piazza della Vittoria con canti, balli e un'assemblea pubblica.