Oltre trecento studenti del Liceo Cavalleri e dell'ITET Maggiolini di Parabiago sono scesi in piazza venerdì 16 ottobre per chiedere interventi urgenti di manutenzione e sicurezza negli edifici scolastici. La mobilitazione, ripresa dalla testata LegnanoNews, si è svolta attraverso un presidio pacifico davanti ai cancelli dell'istituto nell'ambito di una giornata di protesta che ha interessato diverse scuole dell'Alto Milanese.
I ragazzi si sono organizzati con cartelloni e momenti di discussione per accendere i riflettori sulle criticità strutturali che affrontano quotidianamente e per sollecitare l'attenzione delle istituzioni sul tema del diritto allo studio.
Palestre inagibili e spazi incompiuti: le richieste alla Città Metropolitana
Al centro del presidio vi sono le condizioni degli spazi scolastici. I rappresentanti degli studenti hanno denunciato la presenza di aule fatiscenti, servizi igienici danneggiati, una palestra inagibile da anni e un'aula magna mai portata a compimento. Criticità che, secondo i promotori della protesta, compromettono la regolare attività didattica e la crescita degli studenti.
Nel loro documento conclusivo, i rappresentanti hanno richiamato l'articolo 2 dello Statuto delle studentesse e degli studenti, ricordando l'obbligo di assicurare ambienti salubri, sicuri e idonei alla formazione. La richiesta si rivolge in modo specifico alla Città metropolitana di Milano, alla quale viene chiesto lo sblocco e la destinazione delle risorse necessarie per riqualificare il plesso e mettere a norma le strutture.
Diritto allo studio, inclusione e spese per l'istruzione
Oltre alle emergenze edilizie, la manifestazione ha sollevato ulteriori tematiche legate alla gestione del sistema scolastico. Gli studenti hanno espresso forte preoccupazione per il costo elevato dei libri di testo, per i tagli ai finanziamenti dedicati all'istruzione e per gli ostacoli burocratici che incontrano le studentesse e gli studenti con background migratorio, con particolare riferimento ai permessi di soggiorno, alla continuità didattica e all'accesso alle uscite didattiche e alle attività extrascolastiche.
I rappresentanti hanno precisato che la manifestazione si è svolta senza alcun disordine e hanno chiarito che il presidio non era stato organizzato come un "No Meloni Day", sottolineando l'autonomia della protesta rispetto alle diverse appartenenze politiche. La mobilitazione, assicurano gli studenti, proseguirà anche nei prossimi mesi fino all'ottenimento di risposte concrete da parte degli enti responsabili.




