Un traguardo importante per la formazione linguistica a Oristano. Centotré alunni, frequentanti la scuola primaria e la secondaria di primo grado, hanno ricevuto le certificazioni Cambridge di lingua inglese al termine del percorso di potenziamento linguistico dell'anno scolastico 2025-2026.

La cerimonia si è svolta nella sede di viale Diaz dell'Istituto comprensivo 3-4, un momento pensato per celebrare i risultati raggiunti dagli studenti e l'impegno del personale nella didattica delle lingue straniere. Le attività di preparazione agli esami, inserite nel piano dell'offerta formativa, sono state sviluppate sia durante l'orario scolastico che nelle ore aggiuntive.

I numeri e i livelli raggiunti

  • 73 alunni delle scuole primarie Sa Rodia e Sacro Cuore hanno ottenuto la certificazione Young Learners – Starters.
  • 30 studenti delle secondarie di primo grado Grazia Deledda e Leonardo Alagon hanno conquistato il livello A2 Key for Schools.

Le prove hanno restituito risultati particolarmente positivi: nove studenti hanno dimostrato competenze riconducibili al livello B1, superiore a quello normalmente previsto per il ciclo di studi.

Una tradizione consolidata

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato la prima collaboratrice della dirigente scolastica, Valentina Marras, le docenti referenti del progetto e le insegnanti del dipartimento di lingua inglese, insieme ad Andrea Canepa e Andrew Storey, rappresentanti del centro d'esame autorizzato Anglo American Academy.

La preparazione alle certificazioni Cambridge rappresenta una consuetudine per l'istituto a partire dal 2021. A questa attività si aggiunge l'iter formativo volto al conseguimento degli attestati Trinity, operativo dal 2013, che nel corso dell'ultima annualità scolastica ha consentito a ulteriori 38 ragazzi di superare l'esame. La dirigente scolastica Blanche Marie Rita Sanna, interpretando il sentimento dell'intera comunità, ha espresso soddisfazione per i traguardi dei ragazzi e gratitudine verso i professori per il supporto costante offerto nello studio.

Fonte: La Nuova Sardegna