Sul tema della mensa scolastica e sulla gestione del pasto portato da casa occorre evitare demagogia e cercare la massima collaborazione tra amministrazione, scuole e famiglie. A sottolinearlo è l'amministrazione comunale di Benevento, intervenuta sulla questione per chiarire i vincoli tecnici e organizzativi legati alla consumazione del cibo domestico negli istituti scolastici, secondo quanto riportato da Il Sannio Quotidiano.
Nel corso dell'ultimo tavolo tecnico svoltosi a Palazzo Mosti con il sindaco Clemente Mastella, l'ipotesi del pasto da casa è stata esplorata e sollecitata. Tuttavia, i dirigenti scolastici hanno opposto un cortese diniego, motivato da precisi vincoli tecnici e organizzativi, legati alla disponibilità degli spazi e al personale dedicato e specializzato necessario per la gestione.
I vincoli organizzativi e la vigilanza durante il pasto
Dall'amministrazione comunale viene chiarito come non sia praticabile l'impiego di volontari o "nonni civici" all'interno dei plessi scolastici per la sorveglianza durante la refezione. La gestione e il monitoraggio all'interno di aule attrezzate per la refezione richiedono infatti personale specializzato, con apposite certificazioni e contrattualizzato in relazione alle responsabilità che tali compiti comportano. L'ambito d'azione dei nonni civici resta perciò limitato esclusivamente all'esterno della scuola.
L'appello alla collaborazione per l'interesse degli alunni
Come precisato in una nota dal delegato all'Istruzione Marcello Palladino, la materia richiede una maggiore onestà intellettuale, evitando "strateghi della pastasciutta" e scorciatoie demagogiche. L'amministrazione comunale ribadisce di non aver mai intrapreso una chiusura preconcetta verso il cibo da casa, evidenziando che l'interesse primario di tutte le parti deve rimanere la tutela e la serenità degli studenti attraverso un approccio collaborativo e rigoroso.

