Un errore nella compilazione e trasmissione dei documenti all'Inail di Roma ha fatto scattare la chiusura della mensa scolastica della scuola primaria di Sartirana, a Merate. A causa del soffitto dei locali, ristrutturati nel 2022, che risulta di pochi centimetri più basso rispetto alle misure minime attuali previste per i luoghi di lavoro, gli ispettori hanno imposto lo stop.
Nel frattempo, i 125 alunni frequentanti il plesso sono costretti a consumare il pasto direttamente nelle aule, con i banchi trasformati per l'occasione in tavoli, come riporta Il Giorno. Nei giorni scorsi il pranzo è stato servito in modalità pocket lunch, mentre la situazione organizzativa è destinata a normalizzarsi nella gestione dei pasti in aula in attesa della risoluzione del problema burocratico.
Il disguido burocratico e le rassicurazioni
La mensa della scuola elementare era stata allestita in locali seminterrati circa vent'anni fa e successivamente ristrutturata e insonorizzata nel 2022, senza che in precedenza fossero mai emerse contestazioni. Secondo quanto ricostruito, l'inghippo sarebbe nato dalla compilazione dei moduli di sicurezza: la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo di Merate, Giovanna Laura Sala, avrebbe seguito le procedure previste per l'apertura di nuove mense anziché quelle relative a locali già operativi. Da qui la decisione della sede centrale dell'Inail di disporre la serrata.
La dirigente scolastica ha informato le famiglie attraverso una circolare ufficiale, spiegando che la riorganizzazione del servizio si è resa necessaria «nelle more dell'aggiornamento di alcuni documenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro», scusandosi per i disagi e garantendo la massima tempestività d'intervento in collaborazione con l'amministrazione comunale.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Merate, Mattia Salvioni, che ha confermato l'attivazione immediata degli uffici per superare il blocco: «L'istruttoria è in corso. Dovrebbe essere solo questione di tempi burocratici per ottenere la deroga di cui già disponevamo. Purtroppo le tempistiche non dipendono da noi. Speriamo siano brevi».




