Una nuova memoria integrativa sulla situazione del liceo Golgi è stata depositata in Procura dallo Sportello amianto nazionale, come riferito da Il Giorno. Nel mirino dell'associazione vi sono i documenti resi pubblici dalla dirigenza dell'istituto.
Tramite una circolare diramata lo scorso 9 ottobre, la guida della scuola aveva comunicato alla comunità scolastica che i controlli eseguiti a settembre garantivano lo svolgimento delle lezioni in regime di "piena sicurezza", mettendo a disposizione un collegamento telematico per consultare la cartella dedicata al Programma di controllo, custodia e manutenzione dei materiali a base di amianto.
La contestazione dello Sportello amianto
L'associazione ha analizzato la documentazione raccolta nella cartella digitale. Stando a quanto riportato nella memoria consegnata agli inquirenti, la prescrizione imposta dall'Ats non sarebbe stata soddisfatta: in seguito alla chiusura a scopo precauzionale decisa il 23 marzo, la ripresa delle attività didattiche era stata vincolata all'aggiornamento della mappatura di tutti i manufatti contenenti amianto e alla corrispondente stima del rischio. L'incarico per la mappatura integrale, ad ogni modo, sarebbe stato conferito dalla Provincia soltanto il 31 agosto, vale a dire cinquantacinque giorni dopo il rientro degli studenti fra i banchi.
Dalle verifiche documentali sarebbe inoltre emersa la traccia di amosite, qualificata tra le tipologie di amianto più nocive. A giudizio dello Sportello, nessun atto di censimento attesterebbe la presenza di questa fibra, circostanza che suggerirebbe l'esistenza di un focolaio ignoto e rischioso la cui provenienza non sarebbe mai stata investigata. Le carte lascerebbero inoltre intravedere ulteriori profili da esaminare, caratterizzati da possibili irregolarità nella gestione della sicurezza.
"Si chiede alle famiglie di fidarsi di una 'piena sicurezza' che, a nostro giudizio, i documenti pubblicati non sostengono", dichiara il presidente dello Sportello, Fabrizio Protti. "Ats aveva detto chiaramente: prima il censimento di ogni materiale e la valutazione del rischio, poi i ragazzi in aula. Quel censimento non c’è. In compenso c’è amosite, mai censita. Ogni giorno che passa senza un intervento risolutivo è un giorno di esposizione evitabile. Abbiamo chiesto di valutare l’adozione di misure cautelari reali a tutela degli occupanti".




