Imparare a prendersi cura del proprio sorriso dopo aver pranzato insieme a scuola: era questo l'obiettivo del progetto didattico «Lavaggio denti - A scuola con il sorriso», pensato per gli alunni della primaria a tempo pieno di Cabras. L'iniziativa, tuttavia, non coinvolgerà tutti i bambini allo stesso modo. A creare una situazione a macchia di leopardo è stata la mancata adesione di una parte del corpo docente, necessaria per accompagnare e seguire le classi durante l'attività.
La vicenda, raccontata da L'Unione Sarda, sta sollevando perplessità e dispiacere tra diverse famiglie degli alunni, che si aspettavano una partecipazione uniforme di tutte le sezioni.
La suddivisione tra le classi
Il percorso educativo puntava a consolidare le corrette abitudini di igiene orale e a rendere gli studenti consapevoli dell'importanza della salute della bocca.
- in una sola classe tutti gli insegnanti hanno dato piena adesione;
- in due classi la disponibilità è arrivata solo da alcuni maestri, con la conseguenza che i bambini potranno lavarsi i denti solo nei giorni e negli orari in cui sono presenti i docenti aderenti;
- in altre due classi l'iniziativa non potrà affatto partire per assenza di adesioni.
Le parole del dirigente scolastico
Sull'episodio è intervenuto il dirigente scolastico dell'istituto, Paolo Figus, spiegando l'origine e la natura dell'iniziativa: «Si tratta di un progetto che nasce assieme ai docenti stessi. Quando c'è stata la fase di strutturazione dell’iniziativa, ho chiesto la collaborazione di tutte le componenti scolastiche nell’ottica. La realizzazione del progetto richiede infatti una collaborazione coordinata tra i docenti, che devono motivare e accompagnare i bambini nello svolgimento dell’attività, e il personale Ata, che deve fornire il necessario supporto di vigilanza. La partecipazione di tutti avrebbe consentito di favorire una più ampia attuazione dell’iniziativa, valorizzandone le finalità educative. Purtroppo, però, non tutti i docenti hanno aderito. Questo fatto, come dispiace alle famiglie, dispiace anche a me».
Il dirigente ha poi chiarito il quadro operativo dell'adesione: «Capisco che non si tratta di un obbligo, visto che l’adesione era a titolo volontario, ma è anche vero che si tratta di un progetto proposto dalle insegnanti. Spero che le docenti possano cambiare idea».
Fonte: L'Unione Sarda.it

