La pronuncia del TAR Puglia sulla vicenda di uno studente con Bisogni Educativi Speciali apre una riflessione sul rapporto tra la personalizzazione didattica, la discrezionalità delle commissioni d'esame e le responsabilità dell'amministrazione scolastica.
Il caso, riportato dalla stampa specializzata e analizzato dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), riguarda il ricorso respinto contro l'esito negativo dell'Esame di Stato. La questione centrale non riguarda la concessione automatica degli strumenti compensativi, ma l'individuazione dei criteri con cui la commissione è chiamata a valutarne l'effettiva funzionalità.
Il quadro normativo e gli strumenti compensativi
L'articolo 25, comma 6, dell'Ordinanza ministeriale n. 67/2025 — applicabile agli esami dell'anno scolastico 2024/2025 — esclude le misure dispensative per gli studenti con altri BES, ma consente l'impiego degli strumenti compensativi previsti durante le verifiche dell'anno o ritenuti funzionali alle prove, a condizione che non ne venga compromessa la validità. Questa distinzione rispetto ai candidati con DSA non rende tuttavia irrilevante la documentazione didattica prodotta in precedenza.
Secondo l'analisi del CNDDU, la discrezionalità della commissione deve fondarsi sulla capacità di analizzare le esigenze del candidato in rapporto alle prove. La decisione non può basarsi unicamente sulla competenza dell'organo giudicante, ma deve mostrare un collegamento chiaro tra gli elementi conoscitivi disponibili e le finalità dell'accertamento, evitando trattamenti disomogenei legati a diverse interpretazioni delle disposizioni.
La gestione degli ausili e la fase preparatoria
Un ulteriore aspetto emerso nella vicenda riguarda la mancata richiesta, da parte del candidato, dell'utilizzo dei supporti disponibili durante le prove scritte. Tale comportamento evidenzia la necessità di distinguere tra la mancata fruizione di uno strumento e la sua reale necessità, tenendo conto delle informazioni ricevute e delle condizioni in cui il candidato poteva avvalersi degli ausili.
Il CNDDU propone l'introduzione, da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito, di linee applicative per un raccordo essenziale tra il consiglio di classe e la commissione d'esame. Attraverso la documentazione esistente, si potrebbe esplicitare la difficoltà compensata da ciascuno strumento, l'effettivo utilizzo nelle verifiche e la compatibilità con le competenze richieste dalle prove finali, comunicando preventivamente le modalità d'uso al candidato e verbalizzando eventuali esclusioni.
L'obiettivo indicato è rafforzare la capacità preventiva dell'amministrazione scolastica nella fase preparatoria, riducendo la distanza tra le informazioni emerse durante l'attività didattica e le decisioni finali di valutazione, affinché la regolarità amministrativa e la qualità del giudizio procedano in modo complementare.