Entrare a far parte dell'orchestra del Teatro alla Scala nel 1991, con la direzione affidata a Riccardo Muti, e ritrovarsi subito immersi nei grandi capolavori della lirica e della sinfonica. È il percorso di Andrea Pecolo, violinista scaligero, che ripercorre le tappe della sua carriera musicale tra aneddoti del passato e i ricordi dei grandi incontri sul palco del Piermarini.
Dalla prima opera ai concerti storici
La prima opera ricordata dal violinista è stata Adriana Lecouvreur, con la direzione di Gianandrea Gavazzeni e una protagonista come Mirella Freni. Tra i ricordi più intensi c'è anche il primo concerto al Piermarini, diretto sempre da Riccardo Muti con Maurizio Pollini al pianoforte: un'esperienza descritta come sconvolgente, in cui sul vecchio palcoscenico si poteva sentire distintamente tremare i leggii durante l'esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n° 1 op. 15 di Brahms.
Il consiglio decisivo e l'arrivo al violino
Originario di Treviso, in una famiglia dove l'opera e il canto amatoriale erano di casa, Pecolo ha iniziato a studiare musica a sette anni presso la Scuola Diocesana, non essendoci allora un conservatorio in città. Il desiderio iniziale era quello di suonare il pianoforte, ma il percorso prese una piega diversa grazie all'intuizione del bidello della scuola. Avendo sentito gli insegnanti lodare il suo orecchio musicale, il collaboratore scolastico consigliò al padre di fargli studiare violino. Una scelta dettata anche da ragioni pratiche: il padre, di professione geometra, calcolò che il violino avrebbe occupato molto meno spazio in casa rispetto a un ingombrante pianoforte.
La musica in famiglia
La passione per le note e per il teatro continua anche nella vita privata e familiare. Pecolo è sposato con Maddalena Calderoni, prima viola della Scala, e la coppia condivide sia la quotidianità sia la profonda comprensione delle dinamiche e dei ritmi complessi del mondo orchestrale. Anche i figli coltivano un legame con la musica: la ventesenne Cecilia è un'arpista, mentre il diciassettenne Simone, pur completando il liceo senza aver intrapreso studi musicali formali, si siede spesso al pianoforte per suonare a orecchio brani che spaziano dalle canzonette a Sergej Rachmaninov.
Fonte: Il Giorno



