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Speciale Nobel 2026: i vincitori di Medicina, Fisica e Chimica

Scopriamo i vincitori del Premio Nobel 2026 per la Medicina, la Fisica e la Chimica e le scoperte scientifiche premiate a Stoccolma.

Vincenzo Schirripa 17 ottobre 2026 · 07:51 3 min di lettura

Con l'annuncio ufficiale dei vincitori avvenuto il 5 ottobre si è aperta la tradizionale settimana delle assegnazioni del Premio Nobel 2026. I riconoscimenti conferiti a Stoccolma per le sezioni di Medicina, Fisica e Chimica mettono in luce come la ricerca scientifica moderna offra soluzioni concrete alla vita di tutti i giorni, affrontando problemi complessi come la cura delle malattie cerebrali, lo sviluppo tecnologico e la produzione di energia pulita.

Il Nobel per la Medicina: l'optogenetica

Il premio per la Medicina è stato assegnato a Karl Deisserot, Peter Hegemann e Georg Nagel per l'invenzione dell'optogenetica. Si tratta di una tecnica biomedica che permette di attivare o spegnere specifici neuroni all'interno del cervello utilizzando impulsi di luce.

La scoperta trae origine dallo studio delle microalghe, organismi unicellulari dotati di proteine sensibili alla luce capaci di generare segnali elettrici. Inserendo i geni di queste proteine all'interno delle cellule nervose dei mammiferi, gli scienziati sono riusciti a osservare più facilmente i circuiti cerebrali che controllano memoria e comportamento, aprendo la strada a nuove terapie per patologie neurologiche e psichiatriche.

Il Nobel per la Fisica: l'osservatorio IceCube e i neutrini

Il riconoscimento per la Fisica è stato conferito allo scienziato belga-statunitense Francis Halzen per la realizzazione dell'osservatorio IceCube e la scoperta dei neutrini ad alta energia. I neutrini, definiti anche “particelle fantasma”, sono particelle subatomiche quasi prive di massa che viaggiano nello spazio attraversando la materia senza lasciare traccia.

Halzen ha progettato un telescopio unico al mondo situato al Polo Nord, sfruttando un chilometro cubo di ghiaccio sotterraneo per catturare i lampi di luce prodotti dallo scontro tra i neutrini e gli atomi del ghiaccio. Lo strumento consente di studiare fenomeni cosmici estremi come i buchi neri e le esplosioni stellari.

Il Nobel per la Chimica: il mistero dell'omochiralità

Il premio per la Chimica è andato al francese Henri B. Kagan e al giapponese Kenso Soai per aver risolto il mistero dell'omochiralità. Molte molecole, come gli amminoacidi, esistono in due forme identiche ma speculari (chiralità). Mentre in laboratorio una reazione chimica produce una miscela divisa equamente tra le due forme, negli organismi viventi si utilizza quasi esclusivamente una sola delle due versioni (omochiralità).

Kagan e Soai hanno scoperto processi chimici in grado di auto-moltiplicarsi favorendo una sola variante speculare. La scoperta ha un forte impatto sull'industria farmaceutica, permettendo la produzione di medicinali più sicuri ed efficaci e riducendo il rischio di effetti collaterali.

Fonte ufficiale: la pagina sul sito liceoscientificovasto.edu.it.

Tags: cronaca universita scienza
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