Arriva la condanna delle violenze registrate durante lo sciopero studentesco, unita però alla richiesta di non cadere in generalizzazioni e di prestare ascolto alle istanze dei giovani. È la posizione espressa dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, intervenuto sulle mobilitazioni che hanno coinvolto migliaia di studenti e oltre trenta istituti superiori torinesi, segnate anche da tensioni in piazza Castello.
Lo Russo: “Capitolo violento da chiudere, ma i giovani vanno ascoltati”
Sollecitato durante un dibattito alle Gallerie d'Italia in piazza San Carlo, il primo cittadino torinese ha fatto il punto sugli eventi legati alle proteste e alle occupazioni scolastiche. «Le scene di ieri sono parte di un capitolo violento che va chiuso senza ambiguità – ha dichiarato Lo Russo – però vorrei andare leggermente più in profondità, perché altrimenti noi mondo degli adulti non esponenti politici rischiamo di commettere un errore prospettico che potremmo pagare caro e potrebbero pagarlo caro soprattutto tutte le ragazze e i ragazzi».
Il sindaco ha evidenziato la forte esigenza di dialogo che emerge dalle proteste, sottolineando come sia necessario superare le strumentalizzazioni: «C'è una grande esigenza di ascolto di queste ragazze e ragazzi e credo che noi dobbiamo stare molto attenti, lasciando perdere le strumentalizzazioni becere per cui sono tutti teppisti, e fare una riflessione collettiva su cosa ci dicono».
Tra i temi sollevati dagli studenti nei cortei e nei cartelloni figurano richieste concrete rivolte alle istituzioni, dagli investimenti sulla scuola pubblica e la sanità fino a riflessioni sulla difesa e sullo Stato.
La posizione del Governo e della Regione Piemonte
Sulla stessa linea di ferma condanna degli episodi violenti si è mossa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che nel corso della giornata di venerdì 16 ottobre ha commentato i cortei studenteschi: «Sono sempre contenta quando c'è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell'ordine. Su questo dobbiamo essere chiari e d'accordo [.]. Chiedo a tutte le forze politiche italiane di fare un appello a che ci siano manifestazioni senza violenza».
Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l'assessora regionale all'Istruzione e al Merito, Daniela Cameroni, sono intervenuti sugli scontri ribadendo la netta distinzione tra il diritto a manifestare e gli atti illeciti: «Chi lancia pietre, bottiglie o qualsiasi altro oggetto contro una divisa passa automaticamente dalla parte del torto. Senza se e senza ma. Quello che abbiamo visto oggi a Torino, così come gli episodi di violenza di questi giorni, è inaccettabile e lo condanniamo con fermezza. Manifestare è un diritto, aggredire qualcuno non lo sarà mai».
Gli amministratori regionali hanno tuttavia confermato la disponibilità al confronto con quanti scelgono forme pacifiche di protesta, precisando che le porte della Regione Piemonte restano aperte per raccogliere le istanze degli studenti, mettendo al contempo in guardia i manifestanti dal rischio di farsi trascinare da pochi facinorosi.
Foto di copertina: scatTO, il fotoblog della città di Torino — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons
Fonte: TorinoToday




