In vista della mobilitazione del personale scolastico indetta per venerdì 16 ottobre, l'associazione Genova Inclusiva ha annunciato la propria formale adesione allo spirito della protesta. Attraverso un appello rivolto alla cittadinanza, genitori e nonni del gruppo hanno invitato le famiglie a manifestare solidarietà e vicinanza verso insegnanti e lavoratori della scuola, sottolineando la centralità del loro ruolo nella crescita educativa e personale delle giovani generazioni.
L'appello delle famiglie: "Non è solo un disagio, ma una battaglia per la qualità"
In assenza temporanea del portavoce Marco Macrì, il messaggio è stato diffuso direttamente dalla comunità di genitori e nonni di Genova Inclusiva. La presa di posizione invita a superare una visione riduttiva della giornata di protesta, spesso considerata unicamente per i risvolti organizzativi:
"Gli insegnanti sono tra le figure che trascorrono più tempo con i nostri figli, le nostre figlie e i nostri nipoti. Non sono semplici trasmettitori di nozioni: accompagnano la crescita, affrontano difficoltà, riconoscono fragilità e contribuiscono a costruire le persone che diventeranno domani. Chiedere condizioni di lavoro migliori per chi insegna significa chiedere una scuola migliore per tutti. Significa investire nella qualità dell'istruzione, nell'inclusione, nella continuità didattica e nel diritto di ogni studente e studentessa a essere valorizzato, senza lasciare indietro nessuno".
Criticità e risorse: le richieste per una scuola inclusiva
Il comunicato evidenzia le difficoltà quotidiane vissute all'interno degli istituti, spesso segnati da precarietà, carenze negli organici e stanziamenti insufficienti. Secondo l'associazione, per garantire il pieno diritto all'istruzione non bastano le dichiarazioni di principio, ma occorrono interventi concreti e tutele adeguate per chi lavora nelle aule.
"Le famiglie conoscono bene il valore di una scuola che funziona e, soprattutto, i problemi di una scuola lasciata troppo spesso a fare i conti con carenze di personale, precarietà e risorse insufficienti", prosegue la nota, rimarcando la necessità di dare voce alle istanze del personale:
"Quando la scuola chiede di essere ascoltata, le famiglie non dovrebbero limitarsi a chiedere quando riapriranno i cancelli. Dovrebbero chiedersi perché quei cancelli possano aprirsi ogni mattina nelle migliori condizioni possibili. Perché il diritto all'istruzione non si difende soltanto sui documenti: si difende nelle classi, nei corridoi e nella possibilità concreta di garantire a ogni bambino e bambina un percorso educativo di qualità. Nessuno deve restare indietro. Nemmeno chi, ogni giorno, lavora per non lasciare indietro i nostri figli".



