Imparare a navigare nel mare del web senza farsi travolgere, distinguere le insidie della rete e trovare una misura tra il tempo trascorso davanti allo schermo e la vita reale. Con questi obiettivi oltre 190 docenti delle scuole della Romagna hanno scelto di mettersi in gioco per l’anno scolastico 2026-2027, prendendo parte attiva ai percorsi di Generazioni Digitali e Generazione Z.
Come racconta la testata locale AltaRimini, l'iniziativa si inserisce nella cornice della Rete "Scuole che Promuovono Salute" e abbraccia gli istituti comprensivi e le scuole delle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. Un cammino nato quattordici anni fa con il progetto Generazione Z, rivolto agli allievi delle scuole secondarie di primo grado, che con il tempo si è allargato alla scuola primaria attraverso Generazioni Digitali, spinto dalla necessità di intervenire precocemente, fin dai primi approcci dei bambini con smartphone e tablet.
Una squadra tra scuola, sanità e forze dell'ordine
A sostenere il lavoro degli oltre 190 insegnanti c'è un'alleanza territoriale che unisce professionalità diverse: l’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì-Cesena e Rimini, l’Azienda USL della Romagna, la Questura di Forlì-Cesena per la Polizia di Stato, l’Istituto Oncologico Romagnolo (tramite I.O.R. Scuole) e l’Università di Bologna. L'intento condiviso è integrare le competenze educative con quelle sanitarie e giuridiche per affiancare gli studenti e le loro famiglie.
- Benessere emotivo e salute mentale: interventi psico-educativi mirati a proteggere l'equilibrio dei più giovani nelle dinamiche relazionali.
- Laboratori di riflessione e "digiuno digitale": percorsi dedicati all'uso critico dei media, incoraggiando gli alunni a scoprire momenti di disconnessione e coinvolgendo anche i genitori.
- Legalità e responsabilità online: incontri mirati a illustrare le conseguenze giuridiche dei comportamenti scorretti in rete e a prevenire ogni forma di cyberbullismo.
Strumenti concreti per la classe e la comunità
Per supportare l'attività didattica quotidiana, il progetto fornisce agli insegnanti kit e unità di apprendimento pronti all'uso, pensati per facilitare il confronto aperto con gli studenti sia sui rischi sia sulle potenzialità della tecnologia. Parallelamente, materiali informativi e incontri pubblici puntano ad aprire il dialogo alla cittadinanza e alle famiglie, mentre la struttura progettuale si mantiene aperta a sponsorizzazioni e contributi esterni da reinvestire direttamente a favore degli istituti aderenti.
Il valore dell'iniziativa è riassunto dalle parole degli specialisti della Pediatria di Comunità.
“Educare al digitale significa prendersi cura delle persone – spiegano i professionisti dell'Ausl Romagna – perché accompagnare bambini e ragazzi nella scoperta della rete non vuol dire soltanto metterli in guardia dai rischi, ma aiutarli a coglierne le opportunità, sviluppare senso critico e diventare cittadini digitali più consapevoli”.

