Il coraggio di scegliere che cosa studiare, di non lasciarsi fermare dal giudizio degli altri e di parlare di pregiudizi. Sono questi i temi al centro della sesta edizione del Festival di Luce!, intitolato “Accendere il coraggio” e ospitato a Palazzo Vecchio a Firenze, dove si sono dati appuntamento studenti arrivati da tutta Italia (come raccontato da La Nazione).
Il peso delle critiche e il valore del confronto
Dalle aule scolastiche alle sfide quotidiane nei rapporti con i coetanei e nell'uso dei social, le voci dei ragazzi raccontano quanto pesi lo sguardo altrui. Diego Niccolai, sedicenne studente di ragioneria a Carrara, spiega il senso dell'iniziativa: "Siamo venuti per vedere i personaggi più noti. È un’iniziativa interessante che mette al centro i giovani". Un'occasione per riflettere sulle aspettative e sulle difficoltà nel trovare la propria strada.
Tra le preoccupazioni emerse c'è la Fomo, ovvero la "paura di essere tagliati fuori", come sottolinea Francesca Borrelli, studentessa di terza media a Napoli. Una sensazione diffusa che si accompagna alla frustrazione per gli obiettivi ritenuti irraggiungibili.
Sul tema delle valutazioni esterne interviene Martina De Paolis, evidenziando come il giudizio dovrebbe trasformarsi in uno stimolo: "Il giudizio dovrebbe essere una critica costruttiva. Invece ti fa dubitare delle tue capacità". Quando manca questa spinta positiva, l'effetto è quello di incrinare la fiducia in se stessi.
Le scelte future e il ruolo della scuola
Il coraggio passa anche dalle scelte personali, come racconta Teresa Manià da Trieste, che ha scelto di studiare storia seguendo la propria passione: "È importante seguire la propria passione, svegliarsi la mattina ed essere felici di quello che si fa".
Infine, lo sguardo si sposta sulla comunità scolastica e sulla socialità digitale. Per Yasmin Arbaoui "bisogna parlare dei pregiudizi fin dalle scuole, si può fare di più", indicando l'istituto scolastico come il primo luogo deputato a riconoscere e dare un nome alle discriminazioni. A chiudere il quadro è Giulia Tonarelli, che richiama l'attenzione sull'uso degli strumenti digitali: "I social non si usano sempre in modo corretto", confermando come il coraggio si misuri oggi anche nelle relazioni quotidiane online.




