Radici affioranti, buche e avvallamenti rendono i vialetti interni al plesso scolastico Ribotti di Villa Bonelli impraticabili. Una situazione che, da settembre, costringe la scuola a lasciare a disposizione un solo cancello per garantire l'ingresso e l'uscita di cinquecento alunni, come riportato da RomaToday.
Il caso in commissione trasparenza e l'assenza del municipio
La vicenda è approdata nella commissione trasparenza di Roma Capitale, convocata per fare chiarezza sulle ragioni che hanno impedito la soluzione dei problemi segnalati. La dirigente scolastica ha spiegato alle famiglie, tramite una circolare scritta, di aver richiesto ripetutamente agli enti competenti — tra cui il municipio XI — la sistemazione e la messa in sicurezza del percorso interno al plesso sin dal 2020. Un intervento che avrebbe permesso di mantenere aperti i cancelli su via Benucci, decongestionando gli orari di entrata e uscita.
All'incontro della commissione trasparenza il municipio XI non ha preso parte. L'assenza del presidente del municipio, Gianluca Lanzi, è stata stigmatizzata dal presidente e dal vicepresidente della commissione capitolina, Federico Rocca e Antonio De Santis, i quali hanno evidenziato come i rappresentanti scolastici presenti non abbiano potuto ricevere risposte su questioni concrete per la sicurezza degli accessi e della viabilità.
La replica del municipio XI
Alle critiche ha replicato il presidente del municipio XI, Gianluca Lanzi, evidenziando che la sua mancata partecipazione era stata anticipata da un'apposita comunicazione e puntando il dito contro la gestione della vicenda da parte dell'istituto. Lanzi ha dichiarato che sul plesso «pesa la scelta presa autonomamente dall’istituto comprensivo senza alcuna preventiva valutazione congiunta col municipio» e ha ricordato di aver inviato una nota in merito lo scorso 17 settembre alla dirigente scolastica, ai docenti e alle famiglie.
Il minisindaco ha inoltre aggiunto di aver avuto un colloquio con il presidente del Consiglio d’istituto, nel quale è emerso che la scuola, dopo aver chiuso uno dei due accessi utilizzati fino a giugno, non avrebbe valutato modifiche agli orari di ingresso e accesso delle classi, una misura che avrebbe evitato i disagi attuali.