Proteste e momenti di tensione simbolica durante lo sciopero nazionale della scuola a Genova. Come riportato dall'agenzia ANSA, un gruppo di studenti che partecipava alla mobilitazione promossa dal movimento di Opposizione studentesca di alternativa (Osa) ha posizionato due sagome del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a testa in giù.
Le sagome sono state collocate vicino ai bidoni della spazzatura in via dei Santi Giacomo Filippo, nei pressi delle sedi della Prefettura, della Città metropolitana e dell'Ufficio scolastico regionale, e sono state fatte oggetto di un lancio di uova. Durante l'azione, i manifestanti hanno intonato il coro «il maresciallo Tito ce l'ha insegnato, uccidere il fascista non è reato», accompagnato da espliciti riferimenti a piazzale Loreto e alla fine di Benito Mussolini del 29 aprile 1945.
I motivi della protesta e le rivendicazioni in piazza
Lo sciopero, denominato "No Meloni Day", è stato indetto contro il decreto Valditara, il carovita, il carobenzina e la riforma degli istituti tecnici e professionali. Tra le richieste avanzate dai manifestanti vi è anche quella di destinare finanziamenti alla scuola pubblica anziché alle spese militari.
Alla mobilitazione hanno preso parte centinaia di manifestanti con bandiere e striscioni. Nel corso della manifestazione, davanti alla sede di Confindustria Genova, è stato inoltre bruciato un carro armato di cartone. La situazione non ha registrato particolari tensioni, fatta eccezione per i disagi causati al traffico nel centro cittadino.
Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons



