Un piano da oltre 500.000 euro per ammodernare le cucine, il debutto di un portale digitale dedicato alle famiglie e un sistema di controlli terzi sulla filiera. È la riorganizzazione del servizio di refezione scolastica avviata a Rimini, una macchina organizzativa che nei soli servizi 0-6 anni supera i 400.000 pasti erogati ogni anno, come riportato da Il Resto del Carlino.
Il nuovo portale digitale per le famiglie
Tra le novità principali c'è il lancio di un portale online (scuoledussmann.it/rimini) pensato per consentire ai genitori di verificare in tempo reale i menù del giorno, i ricettari, le grammature, le tabelle nutrizionali e i report sulle verifiche di qualità. Il sito include inoltre un'area ludico-didattica con giochi e materiali informativi per promuovere la cultura alimentare anche a casa.
Interventi sulle strutture e cucine full electric
Il piano di rinnovamento strutturale, del valore di oltre 500.000 euro, interessa 22 cucine e 12 refettori di nidi e scuole dell'infanzia, introducendo macchinari a basso impatto ambientale e alta efficienza energetica. Tra gli interventi figurano gli allestimenti delle cucine dei nuovi nidi finanziati con i fondi del PNRR – Girotondo, Pollicino e Peter Pan – dotati di impianti completamente "full electric" e privi di gas.
Per vigilare sull'intera filiera è stato inoltre attivato un piano pluriennale di controlli indipendenti, destinato a valutare le materie prime, la preparazione dei cibi e il gradimento dei piatti. Il percorso si concluderà con la prossima gara d'affidamento per le scuole primarie, che introdurrà progetti sperimentali come il self-service assistito e iniziative di "cucine aperte" dedicate a genitori e commissioni mensa.
“La mensa scolastica è uno spazio educativo fondamentale dove si apprendono corrette abitudini, relazioni e attenzione alla sostenibilità – osserva la vicesindaca e assessora alle Politiche educative, Chiara Bellini – Vogliamo un servizio sempre più aperto e partecipato, perché la qualità non si misura soltanto da ciò che arriva nel piatto, ma dall’intera comunità educativa che quel pasto contribuisce a far crescere”.

