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Appalti UniMe, il processo entra nel vivo con i primi testimoni

Il processo sugli appalti dell'Università di Messina entra nel vivo con le prime testimonianze in aula sui lavori da quasi 40 milioni di euro.

Vincenzo Schirripa 16 ottobre 2026 · 20:20 2 min di lettura

Il processo sugli appalti dell'Università di Messina entra nel vivo con le prime testimonianze in aula sui lavori da quasi 40 milioni di euro. Al centro del dibattimento ci sono le procedure di affidamento seguite durante la gestione dell'ex rettore Salvatore Cuzzocrea e dell'allora direttore generale Francesco Bonanno.

Nel corso dell'udienza sono stati ascoltati il capitano Aiello, che ha coordinato le indagini, l'ex parlamentare del Pd Umberto Del Basso De Caro — primo firmatario dell'interrogazione presentata nel gennaio 2022 che aveva acceso i riflettori sulla vicenda — e l'ingegnere Lacquaniti, dirigente dell'Ateneo. Il procedimento è stato rinviato al prossimo 12 novembre per valutare l'audizione di ulteriori testimoni.

Le contestazioni e i rilievi dell'Anac

La questione al centro del giudizio riguarda la legittimità delle procedure utilizzate per assegnare lavori milionari e la possibilità di ricorrere alle deroghe previste durante l'emergenza Covid. Sulla vicenda era intervenuta anche l'Autorità nazionale anticorruzione con la delibera 184 del 2022, contestando l'insussistenza dei presupposti per l'applicazione del regime derogatorio del decreto Semplificazioni. Secondo l'Anac, le urgenze segnalate dall'Ateneo facevano capo a carenze manutentive nel tempo e non a necessità legate all'emergenza sanitaria.

Gli accertamenti della Procura di Messina si sono concentrati su interventi di importo considerevole, tra cui circa 10 milioni di euro per l'efficientamento energetico degli immobili universitari, 7,8 milioni per il restauro e la riqualificazione del patrimonio immobiliare e 17,8 milioni complessivi destinati alla riconversione di due plessi in residenze universitarie.

Gli imputati e le difese

Oltre a Salvatore Cuzzocrea e Francesco Bonanno, figurano tra gli imputati gli imprenditori Giuseppe Cianciolo, Santo Franco, Michelangelo Geraci e Rosaria Ricciardello, mentre due imprenditori hanno chiesto il patteggiamento. L'Università di Messina si è costituita parte civile.

Il collegio difensivo sostiene la correttezza delle procedure adottate, facendo riferimento al quadro normativo emergenziale e al percorso amministrativo seguito dall'Ateneo, contrapponendosi alla tesi dell'accusa che contesta la gestione degli affidamenti e l'utilizzo delle deroghe.

Fonte: MessinaToday

Tags: cronaca appalti università
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