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Università di Parma: al via Per-Bio con 3,8 milioni di euro

Al via all'Università di Parma il progetto internazionale Per-Bio, finanziato con oltre 3,8 milioni di euro per lo sviluppo di pesticidi sostenibili.

Vincenzo Schirripa 15 ottobre 2026 · 17:20 2 min di lettura

L'Università di Parma partecipa a Per-BIO, un progetto internazionale incentrato sulla protezione sostenibile e sullo sviluppo di pesticidi selettivi. L'iniziativa adotta le strategie target-based della chimica farmaceutica per contrastare le crescenti resistenze ai trattamenti tradizionali.

Come racconta ParmaToday, il Campus Scienze e Tecnologie dell'Ateneo ha ospitato nei giorni scorsi il kick-off meeting, organizzato da Marco Radi del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, che ha dato ufficialmente inizio alle attività del programma quinquennale.

Il finanziamento e la rete di ricerca

Il progetto figura tra i quattro finanziati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nell'ambito delle Unità di Ricerca Goal-Oriented (URGO), risultando selezionato tra sessantadue proposte presentate a livello nazionale e posizionandosi al terzo posto. Coordinato da Emmanuele Crespan del CNR-IGM di Pavia, il programma può contare su un valore complessivo superiore a 3,8 milioni di euro, tra finanziamento e cofinanziamento.

Il consorzio scientifico unisce quattro istituti del CNR (l'Istituto di Biostrutture e Bioimmagini, l'Istituto di Genetica Molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza”, l'Istituto di Chimica Biomolecolare e l'Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante), l'Università di Pavia, l'Università di Parma, l'Università del Molise, la Universidad Católica de Murcia in Spagna e il partner industriale Vebi Istituto Biochimico.

Obiettivi e prospettiva One Health

L'iniziativa risponde alla necessità di fronteggiare la diffusione di resistenze ai comuni pesticidi e l'avanzata di specie invasive, spinte dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione. Al centro della ricerca vi è l'applicazione del paradigma target-based della chimica farmaceutica, impiegando la conoscenza dei bersagli molecolari per orientare la creazione di composti dotati di nuovi meccanismi d'azione.

Le indagini scientifiche interessano differenti organismi, tra cui la zanzara Aedes albopictus (vettore di arbovirus come dengue, chikungunya e Zika), gli acari parassiti delle api Varroa destructor e Varroa jacobsoni, e fitofagi dannosi per l'agricoltura come Halyomorpha halys, Ceratitis capitata e Phthorimaea absoluta. Grazie a questo quadro, il progetto adotta un approccio One Health, unendo la salvaguardia delle produzioni agricole alla tutela della biodiversità, degli impollinatori e della salute pubblica.

L'apporto dell'Università di Parma si concretizza attraverso le competenze del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco nell'ambito della chimica farmaceutica e della progettazione e sintesi di nuove molecole, trasferendo metodologie avanzate proprie della ricerca farmaceutica nel settore della difesa da organismi nocivi.

Tags: studenti universita ricerca
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