L'Itis Nullo Baldini è stato occupato dagli studenti, con la conseguente sospensione di tutte le lezioni. Come riportato da RavennaToday, la protesta è stata definita "una decisione che era nell'aria" dalla vicepreside Chiara Mazzotti.
Le rivendicazioni al centro della mobilitazione, già sollevate nei mesi scorsi, riguardano in larga parte la riforma degli istituti tecnici voluta dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Come annunciato, la scuola resterà occupata anche nelle giornate di venerdì e sabato.
Le motivazioni della protesta
"Seguendo l’esempio degli studenti che stanno occupando in tutta Europa manifestiamo contro la riforma degli istituti tecnici che ci rende precari, rassegnati e soli – si legge in una nota del collettivo Osa riportata dalla testata locale –. Ma protestiamo anche contro le manovre del governo, intento a nascondere le proprie intenzioni antipopolari" e contro "l'economia di guerra che produce carovita e toglie fondi pubblici per le scuole, per la sanità e per i servizi pubblici".
La riforma degli istituti tecnici era già finita al centro delle critiche nei mesi passati, sollevando perplessità tra i docenti dell'istituto e portando i sindacati a proclamare iniziative di protesta. Tra i punti contestati figurano l'obbligo per gli studenti del primo anno di scegliere già l'indirizzo scolastico, anticipando la decisione nel biennio, e l'accorpamento di alcune materie.
Le richieste sulle condizioni strutturali
Accanto ai temi di carattere politico e nazionale, la protesta degli studenti punta il dito contro le condizioni strutturali dell'edificio scolastico. Nella nota diffusa dal collettivo vengono segnalati problemi come "buchi nelle porte dei bagni, chiavistelli che mancano, muffe, infiltrazioni d’acqua che sono un pericolo vicino ai strumenti elettronici, cavi esposti, controsoffitti che crollano col peso di chili di polvere e intonaco che si stacca da metri di altezza".
Gli studenti spiegano infine che l'occupazione rappresenta "sia un’opportunità per riparare l’infrastruttura per quanto ci sarà possibile, sia per rafforzare la comunità studentesca, dimostrando l’efficacia dell’occupazione come mezzo risolutivo dei problemi".