Basta un cartello per mettere in sicurezza le strade scolastiche, attraversate ogni giorno da centinaia di studenti? A porre l'interrogativo è Fiab Genova, che punta i riflettori sulla situazione rilevata in via Felice Cavallotti, davanti alla scuola Govi, dove da alcuni mesi sono comparsi i segnali che indicano l'inizio di una strada scolastica.
Secondo quanto segnalato dall'associazione, tuttavia, guardandosi intorno sarebbe difficile cogliere differenze rispetto al passato. Tra le criticità principali negli orari di punta, quando bambini e ragazzi entrano in classe, figurano la sosta irregolare e la corsia ciclabile occupata dalle automobili.
Le criticità e l'appello alla mobilità scolastica
Dall'analisi dell'associazione emerge che i problemi nell'area persistevano già prima che venisse tracciata la corsia per le biciclette. Per Fiab si tratta di una situazione paradossale, in cui è stato aggiunto un cartello senza che la situazione reale sia mutata concretamente.
- maggiore contrasto alla sosta irregolare;
- protezione della corsia ciclabile;
- interventi di moderazione della velocità;
- attraversamenti pedonali più sicuri e attenzione mirata alla presenza dei minori.
La ricognizione sul territorio
Per verificare lo stato effettivo delle zone scolastiche istituite dal Comune, i volontari di Fiab Genova hanno avviato una serie di sopralluoghi mirati. L'obiettivo è controllare il rispetto delle disposizioni e la corrispondenza tra gli interventi annunciati e quelli realizzati.
I dati raccolti confluiranno in un apposito report sulla mobilità scolastica, che sarà inserito all'interno della nuova edizione di Città2030, il documento programmatico dell'associazione la cui presentazione è calendarizzata per l'inizio del 2027.
Sulla questione è intervenuto anche un appello diretto alla sindaca Silvia Salis, in cui l'associazione ribadisce il proprio sostegno alle strade scolastiche, sottolineando la necessità che simili provvedimenti non si riducano a semplici iniziative di comunicazione, ma incidano realmente sulla vita quotidiana di chi frequenta la scuola.
Fonte: GenovaToday