Allarme alla scuola media di Sovigliana, nel comune di Vinci (Firenze), dove per giorni è circolata la voce che un ragazzo avesse portato un'arma in classe. I carabinieri della compagnia di Empoli hanno svolto verifiche approfondite nei locali dell'istituto e nello zaino dello studente segnalato: nessuna pistola è stata trovata. Dagli accertamenti è emerso che sui cellulari dei ragazzi circolavano foto di quella che sembrava un'arma vera con proiettili; i militari hanno appurato che si trattava di una scacciacani con colpi a salve. Resta da chiarire se l'oggetto sia mai entrato fisicamente a scuola o sia rimasto solo nelle immagini condivise nelle chat.
La segnalazione e i controlli
Secondo quanto ricostruisce La Nazione, sarebbero stati gli insegnanti ad avvertire le forze dell'ordine dopo che tra gli studenti la presunta pistola era diventata argomento di fitte conversazioni durante l'orario scolastico. I carabinieri sono intervenuti in un paio di occasioni, con auto e militari visti entrare nel plesso, alimentando i timori delle famiglie.
Cosa hanno accertato i militari
Le perquisizioni non hanno portato al rinvenimento di alcuna arma né nello zaino del ragazzo né nei locali scolastici. L'esame delle foto diffuse sui telefonini ha permesso di stabilire con certezza che l'oggetto ritratto era una pistola scacciacani, quindi un'arma da sparo a salve, non un'arma comune da fuoco.
La protesta dei genitori: «La sicurezza non è un segreto»
L'assenza di una comunicazione ufficiale da parte della scuola ha spinto un genitore a scrivere una lettera aperta a La Nazione. «Un'arma a scuola non è un dettaglio: è un allarme», si legge nel testo. «Se la voce fosse fondata, parleremmo di un fatto gravissimo. E allora perché, almeno a quanto è dato sapere, non è arrivata una comunicazione ufficiale? Perché le famiglie sembrano apprendere tutto dal passaparola? Perché il silenzio?». Il genitore elenca possibili motivi — privacy dei minori, indagini in corso, protocolli interni, volontà di non creare panico — ma conclude: «Sono tutte ragioni comprensibili. Ma nessuna di queste, da sola, spiega fino in fondo perché la comunità scolastica resti nell'incertezza. La sicurezza non è un segreto. È un diritto. E i diritti, a scuola, si difendono anche con le parole».
Al momento, stando a quanto appreso, una vera pistola a scuola non risulta essere stata trovata e alla segnalazione sono seguiti subito i controlli necessari da parte delle forze dell'ordine.




