I rilevamenti Ocse confermano la bontà delle decisioni prese: con oltre il 40% di studenti stranieri che conosce poco la lingua nazionale, gli apprendimenti in una classe crollano. A sottolinearlo è il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in occasione della presentazione del Rapporto OCSE «Education at a Glance 2026», evidenziando come anche altri Paesi, tra cui la Germania, stiano valutando misure analoghe a quelle introdotte in Italia con il decreto legge scuola.
I dati Ocse restituiscono nel complesso un quadro positivo per il sistema scolastico italiano. Per quanto riguarda la lingua italiana, nella lettura gli studenti raggiungono quota 474 punti, superando la media Ocse fissata a 461 e posizionandosi allo stesso livello della Finlandia, oltre a fare meglio di Francia, Germania e Spagna. Risultati positivi emergono anche sul fronte della matematica, dove l'Italia precede Svezia, Stati Uniti, Germania e Francia.
Nel corso della presentazione, il ministro Valditara si è soffermato sul ruolo delle famiglie nell'apprendimento della lingua nazionale, definendo fondamentale la sua conoscenza da parte dei genitori per la carriera scolastica dei figli. Secondo quanto evidenziato, il fatto che un ragazzo impari l'italiano a scuola ma a casa parli un'altra lingua rappresenta un fattore di svantaggio nel percorso scolastico. Da qui la correttezza, supportata dalle evidenze scientifiche richiamate dall'Ocse, di prevedere misure nel Dl per favorire la conoscenza dell'italiano anche da parte dei genitori.
Un passaggio è stato dedicato anche all'Intelligenza artificiale e all'istruzione tecnica, definita sempre più decisiva per abbattere il muro tra i percorsi liceali e quelli tecnico-professionali. Infine, il ministro ha ricordato l'importanza di una contrattazione separata per garantire una maggiore competitività degli stipendi, obiettivo perseguito attraverso la sottoscrizione di tre contratti nazionali nel corso della legislatura.
Fonte: Il Sole 24 Ore




