Una condanna a tre mesi di reclusione e a un risarcimento di 5.000 euro in favore dei genitori costituiti parte civile. È quanto stabilito dal Tribunale di Rimini nei confronti di un'insegnante di sostegno di una scuola elementare cittadina, finita a processo per episodi avvenuti tra settembre e dicembre del 2022. La notizia è stata riportata da RiminiToday.

Il collegio giudicante, presieduto da Adriana Cosenza, ha modificato la qualificazione giuridica dell'accusa iniziale di maltrattamenti, derubricando il reato in abuso dei mezzi di correzione. La pena inflitta risulta inferiore rispetto ai tre anni di reclusione che erano stati richiesti in origine dalla Procura, rappresentata dal pubblico ministero Davide Ercolani.

I fatti contestati e il procedimento

Al centro del procedimento giudiziario vi sono diversi episodi registrati durante i mesi autunnali del 2022. Secondo l'impianto accusatorio, l'insegnante avrebbe adottato toni offensivi, intimidatori e di prevaricazione nei confronti degli alunni, generando in alcune circostanze situazioni di disagio e agitazione.

Tra le condotte esaminate nel corso del dibattimento figurano rimproveri duri, espressioni denigratorie e atteggiamenti umilianti. In un episodio specifico, l'insegnante avrebbe imposto a un bambino mancino di adoperare le forbici con la mano destra, nonostante le difficoltà palesate dall'alunno. In un'altra circostanza, un alunno con autismo sarebbe stato accusato di non essere in grado di completare un'attività, provocandogli un forte stato di agitazione. Agli atti è confluito anche il mancato supporto a una bambina con disabilità durante un esercizio alla lavagna, oltre a testimonianze relative a toni aggressivi rivolti alle colleghe alla presenza degli scolari.

Nel corso del processo, una perizia disposta sul caso ha confermato la piena capacità di intendere e di volere dell'imputata. Il Tribunale, oltre alla condanna penale e al risarcimento per le parti civili, ha evidenziato che resterà da valutare in sede civile l'eventuale responsabilità della scuola statale per i danni lamentati dai minori, con particolare riferimento ai controlli e alla scelta dell'insegnante.