Un gruppo di insegnanti del liceo Berti di Torino ha preso posizione a sostegno degli studenti che da diversi giorni occupano l'istituto, come riportato dall'agenzia ANSA. I docenti hanno firmato una lettera per riconoscere il valore della protesta e chiedere che venga rispettata la volontà dei giovani di partecipare al dibattito politico, sottolineando al contempo la necessità di mantenere un comportamento responsabile e rispettoso degli spazi scolastici.
"Crediamo valga la pena riconoscere il valore di questa esperienza e di imparare da essa, tenendo fermo un comportamento responsabile e rispettoso degli spazi scolastici, così come sta già avvenendo", scrivono i firmatari nella lettera.
Nella missiva gli insegnanti raccontano di aver osservato ragazzi tra i 15 e i 17 anni impegnati a organizzare assemblee, scrivere discorsi, avanzare proposte e confrontarsi direttamente con la dirigente scolastica. I docenti evidenziano inoltre quella che definiscono una profonda incoerenza nella scuola italiana: da un lato si chiede quotidianamente agli studenti di essere partecipativi, idealisti e buoni cittadini, mentre dall'altro, quando questo accade, vengono criticati per aver cercato uno spazio politico in cui esprimere le proprie idee.
Tra le ragioni della mobilitazione richiamate dai docenti figurano la richiesta di destinare a scuola, cultura e sanità le risorse previste per il riarmo, oltre al sostegno alle rivendicazioni sulle condizioni degli edifici scolastici, soprattutto nelle periferie, e sulla necessità di una didattica più inclusiva. Durante i giorni di occupazione, riferiscono sempre gli insegnanti, sono stati organizzati laboratori artistici, letture di giornali, incontri sulle politiche di riarmo e sulle mobilitazioni in Francia, oltre a dibattiti sulla situazione in Palestina.




