La creazione di nuovi posti di lavoro richiede una risposta coordinata sul fronte della preparazione e dell'aggiornamento costante. A sottolinearlo è il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, intervenuto a Milano durante l'evento Job Evolution 2026 per fare il punto sul fabbisogno occupazionale e sulle sfide legate alle nuove tecnologie.
«La sfida del lavoro non è soltanto creare nuove opportunità, ma fare in modo che le persone abbiano le competenze per coglierle», ha dichiarato Prete, evidenziando come la trasformazione dei processi produttivi richieda un cambio di passo strutturale nell'offerta formativa.
I dati Excelsior sul disallineamento tra domanda e offerta
Secondo le previsioni del sistema informativo Excelsior diffuse da Unioncamere, tra il 2025 e il 2029 il sistema produttivo italiano avrà un fabbisogno compreso tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori. Tuttavia, la distanza tra i profili cercati e quelli disponibili resta marcata.
- fino a 13 mila laureati nelle discipline STEM (scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche);
- fino a 40 mila giovani con una preparazione tecnico-professionale.
Impatto dell'intelligenza artificiale e raccordo tra istruzione e imprese
Il disallineamento si confronta inoltre con la diffusione delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale, che ad oggi viene già impiegata dal 12,4% delle imprese del nostro Paese. Uno scenario che impone un rafforzamento delle abilità pratiche e di settore lungo tutto il percorso di studi e oltre.
«Dobbiamo quindi investire sulle competenze digitali e tecnologiche, senza trascurare quelle trasversali e costruire un sistema integrato tra scuola, università, ITS Academy e imprese. La formazione non può esaurirsi con il primo ingresso nel mondo del lavoro: deve accompagnare le persone lungo tutta la vita professionale. È così che possiamo ridurre il disallineamento tra domanda e offerta, valorizzare il capitale umano e rafforzare la competitività del Paese.»




