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Dottorato Università di Trento: lavora il 94,1% a un anno dal titolo

Secondo il Report AlmaLaurea 2026, a dodici mesi dal dottorato all'Università di Trento lavora il 94,1%. Chi si trasferisce all'estero guadagna quasi 900 euro in più al mese.

Vincenzo Schirripa 15 ottobre 2026 · 12:25 2 min di lettura

A un anno dal conseguimento del titolo di dottorato presso l'Università degli Studi di Trento, il tasso di occupazione tocca quota 94,1%. Il dato emerge dal Report AlmaLaurea 2026 sul dottorato di ricerca, diffuso dall'agenzia ANSA, che evidenzia un trend in progressiva crescita per l'ateneo trentino.

La percentuale di occupati segna un incremento di 2,9 punti rispetto alla rilevazione del 2024 e di 5,1 punti rispetto a quella del 2019, quando si attestava all'89%. L'inserimento professionale supera la soglia del 90% in tutti i settori disciplinari dell'ateneo, mentre il tasso di disoccupazione scende al 3,5%, registrando una contrazione di 1,6 punti sull'anno precedente e di 2,2 punti sul 2019.

La tenuta a tre anni e il confronto con la laurea magistrale

L'indagine ha monitorato anche la situazione a distanza di tre anni per chi ha concluso il percorso nel 2022: in questa platea il tasso di occupazione sale al 97%. Tutte le aree disciplinari si collocano oltre il 95%, con l'unica eccezione delle scienze umane, che si fermano a un livello di poco inferiore, pari al 93,9%.

Il valore del titolo emerge in modo netto dal confronto con i laureati di secondo livello dello stesso ateneo. A dodici mesi dal conseguimento della laurea magistrale, infatti, lavora l'80,8% dei laureati, con un distacco di 13,3 punti percentuali a favore di chi possiede il dottorato. Per raggiungere una percentuale comparabile (il 94,4%), i laureati di secondo livello devono attendere cinque anni dal termine degli studi.

Stipendi, divario di genere e differenze con l'estero

La retribuzione media netta a un anno dal conseguimento del dottorato è di 1.984 euro mensili. Se in termini nominali i compensi mostrano un aumento negli ultimi anni, in termini reali — tenendo conto dell'andamento del potere d'acquisto — si rileva un calo dell'1,2% rispetto al 2024 e dell'1,5% rispetto al 2019.

Resta aperto anche il divario retributivo legato al genere: gli uomini percepiscono mediamente l'11,9% in più rispetto alle colleghe donne.

Infine, il 14,4% dei neo-dottori dell'ateneo trentino sceglie di svolgere la propria attività all'estero. In questo caso la differenza economica è marcata: la retribuzione media per chi lavora fuori dai confini nazionali è di 2.745 euro mensili, contro i 1.858 euro registrati da chi resta a lavorare in Italia.

Tags: stipendio universita lavoro
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