Una sperimentazione triennale della settimana corta prenderà il via nell'anno scolastico 2027-2028 per circa 10.000 studenti e studentesse di sette istituti superiori della bassa Bresciana. La novità, come riportato da Il Giorno, nasce sulla base di un protocollo d'intesa sottoscritto dalla Provincia di Brescia, dall'Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Brescia e dagli istituti superiori dell'Ambito 10 che hanno aderito al percorso.
Le scuole coinvolte sono sette su otto, ad eccezione dell'istituto Dandolo che adotta già la settimana corta. Nel dettaglio, fanno parte del progetto il Capirola di Leno, il Pascal di Manerbio, il Don Milani di Montichiari, il Cossali di Orzinuovi, e l'istituto omnicomprensivo e il Bonsignori di Remedello. Il taglio delle giornate di lezione sarà accompagnato da una riorganizzazione coordinata dei trasporti pubblici.
Il progetto e l'indagine sui flussi di trasporto
Il protocollo si fonda sul lavoro sviluppato dall'Hub della Conoscenza diretto da Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, che ha analizzato i flussi degli studenti tramite un questionario. L'indagine ha coinvolto circa 8.000 studenti, raccogliendo 6.700 risposte: dal sondaggio è emerso che il 71% dei ragazzi utilizza il trasporto pubblico locale per raggiungere la scuola e che il 96% di questi si affida all'autobus o a una combinazione di autobus e treno.
"La sperimentazione rappresenta un investimento sulla capacità del territorio di fare sistema", ha dichiarato Emanuele Moraschini, presidente della Provincia di Brescia. Dal punto di vista della mobilità, il presidente dell'Agenzia del Tpl Brescia, Giancarlo Gentilini, ha evidenziato che le modifiche degli orari permetteranno di potenziare i servizi in fasce orarie finora scoperte, come il pomeriggio, migliorando anche i turni degli autisti con una riduzione delle punte di servizio tra le 13 e le 14 e nella giornata di sabato.
Eventuali risparmi economici derivanti dalla chiusura degli edifici il sabato saranno reinvestiti nella manutenzione delle scuole. Rimane invece aperto il nodo di Remedello, che richiederà ulteriori approfondimenti a causa della complessità dei collegamenti con le province di Cremona e Mantova.
"Le esigenze degli studenti e delle famiglie sono cambiate e anche la scuola è chiamata a ripensare la propria organizzazione alla luce di questa evoluzione", ha sottolineato Agostino Damiolini, consigliere provinciale delegato all'Istruzione, evidenziando come la settimana breve e la programmazione coordinata del trasporto pubblico rappresentino un'opportunità per migliorare la qualità della vita e la gestione dei tempi di studio.




