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Scuola oltre i confini: 16 studenti brianzoli all'estero con Intercultura

Sedici ragazzi di Monza e Brianza hanno trascorso l'anno scolastico 2025-2026 in Cina, Australia, Normandia e Serbia con Intercultura; a settembre ne sono arrivati sei internazionali accolti da famiglie locali.

Francesco Perrone 14 ottobre 2026 · 08:20 3 min di lettura

Sedici studenti delle scuole superiori di Monza e Brianza hanno appena concluso un anno scolastico all'estero grazie a Intercultura, l'associazione di volontariato che dal 1955 promuove gli scambi internazionali. Lo racconta Il Giorno nell'edizione locale, dando voce ai protagonisti di un'esperienza che li ha portati in Cina, Australia, Normandia e Serbia. Contestualmente, a settembre sono arrivati in provincia sei studenti stranieri — dalla Danimarca, Giappone, Finlandia, Paraguay e Stati Uniti — che frequenteranno le scuole italiane vivendo con famiglie ospitanti.

Cos'è Intercultura e come funziona

Intercultura è un'associazione senza scopo di lucro, partner della rete internazionale AFS e parte di EFIL (Federazione europea per l'apprendimento interculturale). Si basa sull'impegno di circa 5.000 volontari organizzati in 160 centri locali in tutta Italia. Ogni anno invia all'estero migliaia di ragazzi delle superiori e accoglie in Italia coetanei provenienti da tutto il mondo. L'accoglienza è volontaria e gratuita, definita dall'associazione come un'occasione per «viaggiare rimanendo a casa».

Le testimonianze: «Uscire dalla comfort zone»

Martina ha trascorso l'anno 2025-2026 in Normandia. Racconta:

«Da piccola ho sempre sognato di partire per vivere un anno all'estero. Ciò che mi ha spinto è la voglia di capire chi sono fuori dalla mia zona di comfort. Volevo capire come si vive in una famiglia con abitudini diverse dalle mie, come si ragiona in un'altra lingua, come ci si sente a essere "quella straniera"».
Aggiunge:
«Mi è piaciuto molto lo spirito dell'associazione, la volontà di creare una comunità globale, di farci capire che tutti abitiamo lo stesso pianeta. Solo quando capiamo di essere cittadini globali possiamo davvero lavorare insieme per promuovere la pace».

Simone ha scelto la Cina:

«Ho conosciuto Intercultura grazie alla mia prof d'inglese. Ero già andato all'estero per vacanze studio più volte con lei e quando le ho espresso il desiderio di voler partire mi ha indirizzato immediatamente verso Intercultura. Ho deciso di immergermi in una cultura lontana, perciò fin da subito ho puntato lo sguardo verso l'Asia e la Cina. Dopo 10 mesi posso dire che rifarei questa scelta che mi ha cambiato profondamente. Sono diventato molto più aperto, ormai mi è rimasta l'abitudine di parlare con sconosciuti al bar o sull'autobus. Sono molto più indipendente e sicuro di me stesso».

Maya, partita con una borsa di studio, ha vissuto sei mesi a Hobart in Tasmania (Australia):

«Ero curiosa di scoprire cose nuove su un altro Paese e mettermi in gioco. La Tasmania è molto ricca di natura e c'è una percezione dell'avventura e del rapporto con essa molto diversa rispetto alla nostra. Per esempio, è normalissimo per ragazzi di 16 anni andare su una montagna con una tenda nel weekend senza telefoni. Anche a scuola c'è una materia in cui si fanno attività all'aperto come kayak, surf, vela, arrampicata, snorkelling».

Sofia, anche lei con borsa di studio, ha scelto la Serbia:

«Uno dei ricordi che porto più nel cuore sono le piccole cose della quotidianità con la mia famiglia ospitante. Penso alle serate passate insieme, alle battute, alle discussioni per cose stupidissime e a quei momenti in cui mi sono resa conto che, nonostante fossimo cresciuti in Paesi diversi, eravamo diventati davvero una famiglia».
E conclude:
«Questa esperienza mi ha insegnato che sentirsi a casa non dipende necessariamente da un luogo: a volte può voler dire sentirsi parte di qualcosa, anche dall'altra parte d'Europa».

Sei studenti internazionali in Brianza

A settembre sono arrivati in provincia di Monza e Brianza sei ragazzi che trascorreranno qui il loro periodo di studio: Isabella dalla Danimarca, Itsuki e Kanna dal Giappone, Venla dalla Finlandia, Veronica dal Paraguay e Robert dagli Stati Uniti. Frequentano già le scuole italiane e vivono con le famiglie che li ospitano.

Tags: cronaca intercultura mobilità-studentesca
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