Otto istituti comprensivi della zona sud-ovest di Milano — Giambellino, Barona e Lorenteggio — hanno dato vita a una rete stabile per contrastare la segregazione scolastica e promuovere l'inclusione. È il cuore del progetto SCooP (Scuola cooperativa di prossimità), raccontato da Il Giorno, che vede collaborare scuole, Municipio 6 e nove enti del Terzo settore.

Il contesto: quartieri ad alta complessità

Nei territori coinvolti quasi un bambino su quattro ha cittadinanza straniera, una percentuale doppia rispetto alla media nazionale. La rete nasce in un momento in cui il dibattito nazionale è acceso sul «tetto» del 30% di alunni stranieri per classe introdotto dal nuovo Decreto scuola. Come spiegano i promotori, «nessuno vuole le classi-ghetto, anzi, questo progetto è nato a favore dell'integrazione. Il problema non sono gli stranieri ma sono le fragilità».

La struttura del progetto

  • Tolstoj
  • Moisé Loria
  • Cardarelli Massaua
  • Nazario Sauro
  • Narcisi
  • Capponi
  • Ilaria Alpi
  • Sant'Ambrogio

Il progetto è finanziato dal bando «Vicini di scuola» dell'impresa sociale Con i Bambini, che ha stanziato 10 milioni di euro per 23 progetti in tutta Italia. Avviato a maggio 2024, terminerà all'inizio del 2027.

Interventi e azioni concrete

Le attività sono co-progettate e co-gestite da docenti e Terzo settore su un piano municipale condiviso.

  • Laboratori STEAM (scienze, tecnologia, ingegneria, arte, matematica)
  • Supporto scolastico e italiano L2
  • Potenziamento per alunni con BES, DSA e disabilità
  • Percorsi di orientamento
  • Mediazione linguistica e culturale integrata

Per rafforzare la cooperazione tra gli istituti si lavora su protocolli condivisi, giornate tematiche di scambio didattico e un dispositivo di ricerca-azione partecipativa sulle disuguaglianze educative e le scelte scolastiche. L'obiettivo è rendere operativo il «Patto contro la segregazione scolastica» firmato dal Municipio 6 nel 2021, attraverso un tavolo di coordinamento territoriale permanente.

"Noi vogliamo che la scuola non diventi un luogo in cui, fin da piccoli, si sperimenta una separazione. Vogliamo che tutti i bambini siano seguiti e si possano inserire in un gruppo. Riequilibrare, sì, ma perché tutti abbiano delle opportunità. Il problema nei nostri quartieri non sono gli stranieri ma sono le fragilità."

Marta Berti, referente del progetto SCooP