Dal 1° ottobre 2026 Deboraha Alessandrini è la nuova dirigente dell'Ufficio XII – Ambito territoriale di Siena. L'incarico ha durata triennale. Lo racconta La Nazione in un'intervista dove la neo provveditrice delinea le linee guida del suo mandato: presenza capillare nelle scuole, alleanza con gli enti locali e un approccio non burocratico alla presenza di alunni con cittadinanza non italiana.
Un percorso tra privato, PA e formazione SNA
Ingegnera informatica laureata a Siena, Alessandrini ha lavorato nello sviluppo web e nella ricerca industriale prima di entrare nella pubblica amministrazione. Ha operato al Comune di Rieti, in Aran e alla Presidenza del Consiglio (Dipartimento per la trasformazione digitale). Ha vinto la decima edizione del corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione (SNA), diventando dirigente di ruolo del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Durante il percorso SNA ha svolto un'esperienza alla Commissione europea e il tirocinio nell'amministrazione scolastica toscana.
«Oggi questo percorso, molto eterogeneo, credo mi sia stato utile perché ha permesso di conoscere organizzazioni diverse e di guardare ai problemi da punti di vista differenti», dichiara.
La scelta di Siena: legame personale e idea di scuola
«Quando ho dovuto indicare la sede del mio incarico dirigenziale ho scelto questo Ufficio perché con Siena ho un legame personale importante: ho studiato qui all'Università e ci ho vissuto per alcuni anni», spiega. «Ma c'è anche un'altra ragione. Il settore dell'istruzione mi ha sempre appassionato, perché credo profondamente nel valore della formazione. Studiare, conoscere, imparare significa acquisire competenze utili per il lavoro ma soprattutto avere strumenti per comprendere la realtà, sviluppare le proprie possibilità e, in qualche modo, poter cambiare la propria vita».
Metodo: conoscere le scuole di persona, non solo dai dati
Alessandrini ha già incontrato diversi dirigenti scolastici recandosi negli istituti e ha partecipato a una conferenza di servizio provinciale. «Non mi basta avere e leggere dati, numeri o organigrammi, è fondamentale per me entrare in relazione con le persone, capire i contesti, ascoltare problemi, esigenze e anche potenzialità delle realtà», afferma. La rete senese — città, Val d'Elsa, Valdichiana, aree rurali e montane — è definita «molto articolata» e per questo «non si può ragionare solo in termini numerici».
Una prima impressione positiva riguarda il rapporto scuola-territorio: «Mi sembra che ci sia una buona capacità di costruire relazioni con enti locali, associazioni, terzo settore, università. La scuola cresce e funziona meglio se riesce a costruire legami con ciò che la circonda».
Personale nelle periferie: serve agire su più leve
Sulla difficoltà cronica di reperire docenti e ATA per le sedi disagiate.
- Politiche nazionali: incentivi economici o di carriera per le sedi realmente disagiate; maggiorazione del punteggio di servizio per chi resta nella stessa scuola periferica almeno un triennio.
- Enti locali: interventi su alloggi, trasporti, servizi compatibili con gli orari di servizio.
- Organizzazione della rete: cattedre su più sedi che tengano conto dei tempi di spostamento; patti educativi tra scuole piccole, associazioni e università.
«La sostenibilità della rete scolastica è legata alla sostenibilità del territorio nel complesso», sintetizza.
Tetto stranieri in classe: «Evitare automatismi matematici»
Sul limite del 30% per alunni con cittadinanza non italiana (disciplinato dal recente decreto-legge 170, che aggiorna le indicazioni ministeriali del 2010), Alessandrini invita a guardare alla concretezza: «La cittadinanza, da sola, dice poco. Un ragazzo con cittadinanza non italiana può essere nato in Italia, aver frequentato qui tutto il percorso scolastico e avere una piena padronanza della lingua italiana. Diversa è la situazione di chi è arrivato da poco e deve contemporaneamente imparare la lingua e inserirsi in un nuovo sistema scolastico».
«Non è applicabile un automatismo matematico ma bisogna considerare le caratteristiche concrete degli studenti e del territorio. La sfida è mettere le scuole nelle condizioni di accompagnare questi studenti, rafforzando l'apprendimento dell'italiano, che è lo strumento fondamentale per studiare, partecipare alla vita della classe e costruire relazioni».
Obiettivi: ufficio presente, rete dirigenti forte, patti territoriali
«Vorrei che il nostro Ufficio fosse percepito dalla comunità scolastica come un'amministrazione presente, competente e accessibile», conclude. Nel breve periodo l'obiettivo è conoscere personalmente tutti i dirigenti e i territori. A medio termine, costruire una rete più forte tra i dirigenti della provincia. A lungo termine, rafforzare il rapporto scuola-territorio «cercando di recuperare e riattivare alcuni patti, accordi e reti di collaborazione che negli anni si sono interrotti o indeboliti».

