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Scuola

Ingegneria e meccanica senza barriere all'istituto Marconi di Forlì

Prende il via a Forlì il percorso formativo "Con l'altra metà del cielo": studenti tutor per le bambine della primaria Fabbri.

Vincenzo Schirripa 14 ottobre 2026 · 18:50 2 min di lettura

Il divario di genere nelle discipline tecnico-scientifiche comincia spesso nell'infanzia, condizionato da stereotipi culturali e aspettative sociali. Per contrastare questa dinamica, prende ufficialmente il via a Forlì una nuova edizione di “Con l’altra metà del cielo”, un percorso formativo promosso dalla Fondazione 'Bet she can', sostenuto dal Gruppo Bonfiglioli e realizzato in collaborazione con il Comune di Forlì, come racconta ForlìToday.

La staffetta educativa tra superiori e primaria

Il progetto si basa su una metodologia di staffetta educativa intergenerazionale: 27 studenti dell'indirizzo meccanico dell’istituto tecnico Marconi di Forlì faranno da tutor a 15 bambine di due classi quarte della scuola primaria Fabbri. Accogliendo le alunne nei propri spazi scolastici, i ragazzi del Marconi offriranno nozioni pratiche per la realizzazione di prototipi e svilupperanno al contempo competenze relazionali, allenando l'ascolto empatico e la leadership inclusiva.

Le attività si svolgeranno all'interno di un ambiente laboratoriale protetto e privo di giudizio, affiancate dalla presenza continuativa delle ingegnere e degli ingegneri del Gruppo Bonfiglioli, che agiranno da role model per le carriere Stem.

Le tappe del percorso

Il coordinamento pedagogico del progetto vede la partecipazione dell'atelierista Natascia Consalvo, della project manager Angelica Querin, della psicoterapeuta clinica Annapaola Primavesi e del supporto operativo di Vitalab.

“Siamo orgogliosi di essere partner di 'Bet she can' nel progetto “Con l'altra metà del cielo” – spiega Sonia Bonfiglioli, presidente esecutiva del Gruppo Bonfiglioli –. Vogliamo ispirare le scienziate, le ingegnere e le leader di domani, dimostrando che il futuro deve essere guidato esclusivamente dal merito e dal talento, senza che il genere diventi mai un limite”.

Sulla stessa linea la presidente della Fondazione ‘Bet she can’, Marie-Madeleine Gianni, che sottolinea come il talento non abbia genere ma le opportunità abbiano bisogno di essere costruite fin dall'infanzia, affinché ogni bambina possa immaginarsi ingegnera o progettista.

Fonte: ForliToday

Tags: scuola studenti cronaca
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