Dalle piattaforme social ai corridoi degli istituti scolastici: il fenomeno delle aura battle spinge i dirigenti scolastici a correre ai ripari con nuove restrizioni e divieti. Come riporta Il Giorno, il trend virale che coinvolge le generazioni Z e Alpha ha fatto scattare i primi provvedimenti disciplinari e organizzativi in provincia di Brescia.
Che cos'è l'aura battle e come si svolge
Il fenomeno consiste in una sfida in cui due partecipanti si posizionano al centro di un cerchio formato dai coetanei. Gli sfidanti si affrontano a colpi di pose e meme per conquistare applausi, risate o ovazioni, con l'obiettivo di dimostrare di possedere più "aura", intesa come fascino e capacità di non provare imbarazzo.
Nate nel mondo virtuale, le battaglie si sono spostate nei cortili e nei corridoi delle scuole, venendo poi nuovamente immortalate e rilanciate sui social network tramite le riprese effettuate con gli smartphone, nonostante all'interno degli istituti vigano i divieti sull'uso dei telefoni cellulari.
La reazione degli istituti scolastici
Tra i primi a intervenire è stato l'istituto tecnico “Cesare Battisti“ di Salò, dove la dirigente scolastica ha vietato gli assembramenti nei cortili. Provvedimenti simili sono stati adottati anche all'istituto “Tartaglia-Olivieri“ di Brescia: la dirigente ha stabilito che per l'intera settimana la ricreazione si svolgerà all'interno delle classi, sotto la sorveglianza diretta dei docenti.
La stessa dirigente del “Tartaglia-Olivieri“ si è mossa per chiedere a Meta la rimozione dei video che ritraggono i propri studenti, valutando inoltre l'intenzione di sporgere querela alle forze dell'ordine. Per i dirigenti scolastici il problema principale riguarda sia la creazione di assembramenti sia la diffusione online di immagini di minorenni all'interno di spazi gestiti da una pubblica amministrazione.
Le reazioni di famiglie e studenti
Le decisioni assunte dai vertici scolastici hanno sollevato diverse critiche da parte degli studenti, secondo i quali sarebbe opportuno intervenire su altre tipologie di criticità. Sulla stessa linea si posizionano le famiglie: come evidenziato da una mamma interpellata dalla testata, la punizione collettiva d'istituto per dei ragazzi che si divertono senza fare del male a nessuno viene giudicata eccessiva. Al momento, secondo quanto emerge, nessuna delle sfide registrate si è trasformata in episodi di violenza o di pericolo.
