Una nuova pronuncia giudiziaria interviene sul concorso nazionale dedicato all'accesso alle Scuole di Specializzazione Mediche per il 2026. L'udienza cautelare tenuta dinanzi al Tar del Lazio, cristallizzata nell'ordinanza numero 8904 del 2026, rappresenta un passaggio cruciale per gli oltre trecento medici che hanno deciso di presentare ricorso contro la graduatoria, puntando in particolare alla revisione del trentaquattresimo quesito.
Il nodo centrale della controversia ruota attorno a un quesito incentrato sulla profilassi mediante eparina nel periodo post-partum in presenza di eterozigosi isolata per la mutazione del fattore V di Leiden. Sulla base delle evidenze scientifiche internazionali e delle perizie depositate da chi ha promosso l'azione legale, la risposta considerata corretta dal Ministero dell'Università e della Ricerca difetterebbe di validità scientifica in mancanza di ulteriori elementi di rischio.
Nel corso del procedimento, i giudici amministrativi hanno evidenziato la costituzione meramente formale delle amministrazioni coinvolte, prive del deposito dei verbali e della letteratura scientifica a supporto del quesito. Per fare chiarezza sui criteri adottati, il tribunale ha imposto al MUR la presentazione, entro un termine di venti giorni, di una relazione dettagliata accompagnata dai riferimenti scientifici inseriti nella prova d'esame.
"L’ordinanza è estremamente positiva poiché riconosce il solido valore della documentazione scientifica che abbiamo prodotto – dichiara l’avvocato Andrea Santini – obbligando il Ministero a giustificare le proprie scelte. Confidiamo che la verità scientifica venga finalmente ripristinata".
Il giudizio definitivo in merito alla richiesta di sospensiva è atteso per l'udienza fissata al 4 novembre 2026: un eventuale provvedimento favorevole determinerebbe la necessità di ricalcolare i punteggi e ridefinire l'assegnazione delle scuole, in concomitanza con la partenza delle attività didattiche.

