Prende il via la settima edizione di "Alice Incontra Pollicino - L'Anello di Accrescimento", il progetto biennale 2025-2027 che porta la prevenzione della violenza di genere e delle prevaricazioni relazionali nelle scuole e nelle associazioni sportive di 27 Comuni della Sinistra Piave. L'iniziativa coinvolge 1.335 alunni in 82 classi e si estende ora anche alla scuola dell'infanzia e al mondo dello sport.
L'annuncio è arrivato nei giorni scorsi durante un incontro di presentazione che ha riunito organizzazioni territoriali, amministratori locali, dirigenti scolastici ed educatori per fare il bilancio della sesta edizione e illustrare la nuova fase. Il programma è promosso dalla Fondazione di Comunità Sinistra Piave ETS, sostenuto da Latteria Soligo e Yet (Your Energy Team) e affidato nella realizzazione alla Cooperativa Sociale Itaca, titolare del Servizio Operativa di Comunità dell'Ulss 2.
I numeri e le novità del biennio 2025-2027
La sesta edizione aveva raggiunto 15 istituti comprensivi, 76 classi quinte della primaria, 1.370 alunni, 760 genitori e gli stessi 27 Comuni del distretto. La settima edizione punta ad ampliare la portata con 82 classi e 1.335 alunni.
- Scuola dell'infanzia (3-6 anni): nuovo ciclo "Baby Alice e Baby Pollicino" dedicato a genitori ed educatori. Il primo incontro è in programma mercoledì 15 ottobre 2026 presso la Sala Conferenze di Latteria Soligo.
- Scuola primaria (classi quinte): laboratori educativi su empatia, gentilezza e rispetto dei confini, affiancati dai momenti "Pollicino Family" per i genitori.
- Mondo dello sport: modulo "Alice Alleniamo al Rispetto" rivolto ad allenatori e dirigenti di atleti tra gli 11 e i 20 anni.
Si aggiungono attività di cittadinanza attiva con metodologia peer-to-peer nei Consigli Comunali dei Ragazzi.
Un progetto premiato a livello nazionale
Il percorso si avvale del contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, bando nel quale il progetto ha conquistato il terzo posto su oltre 500 proposte a livello nazionale.
Le voci dei protagonisti
«È un progetto fondamentale per questo territorio perché riguarda le giovani e giovanissime generazioni da una parte e dall'altra parte riguarda le famiglie e i genitori di questi bambini. Oggi abbiamo a che fare con delle realtà che sono piene di informazioni, c'è la necessità di lavorare insieme alle famiglie perché oltre che alle opinioni bisogna avere anche una coscienza e una capacità di vivere insieme agli altri. E gli adulti, gli adulti che capiscano che hanno dei tesori, che sono rari ormai, perché i bambini purtroppo nascono sempre meno e bisogna coltivare questa rarità pensando al futuro, pensando al benessere di una comunità».
«Questa sia un'iniziativa ormai pluriennale. In questo momento stiamo portando avanti l'anello di accrescimento di questo progetto che deriva da un bando del dipartimento pari opportunità e che ci ha permesso di portare a casa un contributo importante e di ampliare questo progetto che parla di prevenzione alla violenza di genere, ma soprattutto parla di rispetto». L'obiettivo è che «oltre al coinvolgimento di tutte le scuole, anche le società sportive e soprattutto anche i più piccoli e le famiglie riconoscano in questo progetto un valore fondamentale per educare sin da piccoli al rispetto e all'educazione alle emozioni».
«La Cooperativa Itaca è coinvolta nella realizzazione vera e propria del progetto e nell'attuazione delle varie azioni educative. Entriamo in classe a livello educativo e realizziamo queste azioni di prevenzione, accompagniamo i ragazzi nei CCR in un'attività di peer education rivolta al contrasto delle forme di prevaricazione e di violenza. Negli incontri con gli allenatori sportivi interveniamo per promuovere una cultura dell'informazione, della sensibilizzazione e del fare in modo che l'adulto che si interfaccia con i ragazzi sappia intercettare le situazioni di fragilità e i primi segnali di difficoltà nella relazione. Cerchiamo di sviluppare la famosa rete sociale che ha bisogno di manutentori, quindi di operatori del sociale e che abbiano competenze nell'individuare modalità di azione con il territorio, con le istituzioni, con le scuole, con le associazioni».
«Siamo una cooperativa e tutto ciò che fa parte del territorio un po' riguarda lo spirito cooperativistico, che è quello di poter dare una mano a chi ne ha più bisogno. Mettendoci assieme si fa forza e questa Fondazione di Comunità è nata per fare questo, per dare forza. Poi come Latteria siamo sensibili a quello che è il mondo dei bambini, il mondo delle donne, perciò cerchiamo sempre di essere collaborativi. Con questo auspichiamo anche che qualcuno possa vederci come esempio, perché se tutti facciamo qualcosina riusciamo ad avere dei risultati che sono buoni. Invece attualmente vediamo che l'indifferenza è ancora tanta e bisogna riuscire ad essere più uniti. Io credo che il nostro territorio abbia bisogno di iniziative come questa, promossa da Fondazione di Comunità che sta veramente facendo tanto e bene per il territorio».
La notizia è riportata da TrevisoToday.
