La paura che i propri figli restino indietro rispetto ai compagni spinge i genitori ad accettare l'uso dell'intelligenza artificiale a scuola, anche quando ne conoscono i rischi educativi. È quanto emerge da una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) e riportata da Il Sole 24 Ore, che svela un meccanismo di «Fomo» (fear of missing out) genitoriale: la disponibilità a pagare per un accesso premium all'AI sale di oltre il 60% quando l'uso percepito tra i coetanei passa dal 20% all'80%.
Lo studio: la pressione dei pari vale più dei rischi
L'indagine, firmata tra gli altri da Rafael Jiménez-Durán (Università Bocconi), ha coinvolto 1.992 genitori di adolescenti tra i 13 e i 18 anni in Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Ai partecipanti è stato chiesto quanto fossero disposti a spendere per tre mesi di accesso illimitato a un sistema di AI da usare per i compiti, variando lo scenario sulla diffusione dello strumento tra i compagni di classe.
Il risultato è netto: più gli altri usano l'AI, più i genitori vogliono che la usi anche il proprio figlio. Negare l'accesso viene percepito come una scelta che crea un «svantaggio competitivo» immediato. Informare i genitori sui possibili effetti negativi a lungo termine — come l'erosione delle capacità di ragionamento — non ha modificato in modo significativo questa propensione.
Il paradosso: divieti per tutti, accesso per mio figlio
Lo studio evidenzia una contraddizione collettiva. Il 57% degli intervistati ha dichiarato di preferire un contesto in cui nessuno studente possa usare strumenti di AI. Eppure, a livello individuale, gli stessi genitori spingono per l'accesso del proprio figlio. Come notano i ricercatori, «la scelta ottimale di ogni genitore dipende da ciò che fanno gli altri»: si genera una corsa all'adozione che l'informazione da sola non riesce a fermare.
Serve coordinamento: regole scolastiche e architettura tecnologica
Dato che il problema nasce da dinamiche collettive, la ricerca indica la necessità di forme di coordinamento: regole a livello scolastico, norme condivise o approcci comuni all'uso dell'AI. Non tutta l'AI viene percepita allo stesso modo: di fronte a un sistema di tutoraggio strutturato rispetto a un semplice risolutore di problemi, i genitori hanno espresso consensi differenti, suggerendo che l'architettura dello strumento conta.
I limiti dello studio
Gli autori precisano che le dinamiche rilevate in Nord America e Regno Unito potrebbero non manifestarsi con la stessa intensità in altri sistemi educativi, in contesti con minore coinvolgimento digitale o dove la competizione accademica e l'adozione dell'AI appaiono molto diverse.