Forza Italia Parma denuncia i costi delle mense scolastiche più alti in Emilia-Romagna e chiede alla Giunta comunale un riallineamento delle tariffe nel prossimo bilancio di previsione. Lo rende noto ParmaToday, riportando l'intervento della segretaria cittadina Milena Rondinone.
Secondo l'esame comparativo citato da Rondinone, Parma registra il primato negativo per i prezzi della refezione nelle scuole primarie, con picchi che sfiorano i 7,30 euro a pasto per la fascia massima. Il divario rispetto a realtà limitrofe come Reggio Emilia, Modena e Piacenza è definito «marcato e ingiustificato», e si ripercuote anche sulle quote ridotte destinate alle fasce più fragili.
Il peso sulle famiglie e la richiesta alla Giunta
Rondinone sottolinea come l'aumento incida non solo sulle famiglie in difficoltà, ma anche sul ceto medio, soprattutto dove ci sono più figli in età scolare. «Se municipi limitrofi, con standard educativi ugualmente eccellenti, riescono a proporre condizioni tariffarie decisamente più contenute, è dote di buon senso chiedersi per quale motivo Parma debba far gravare un peso simile sui propri cittadini», dichiara la segretaria.
L'affondo non mette in discussione la qualità del servizio: «Nessuno intende compromettere l'eccellenza e il valore nutrizionale del cibo offerto ai nostri figli, ma la qualità del piatto deve camminare di pari passo con la responsabilità verso il portafoglio delle famiglie».
La richiesta concreta è rivolta all'esecutivo cittadino: intervenire con la stesura del bilancio di previsione per «mitigare questi costi e a rimodulare quote che oggi appaiono penalizzanti per i cittadini».

