L'Università di Pisa ha concluso la seconda missione in Sud Sudan nell'ambito del progetto di cooperazione internazionale per il controllo della malaria, realizzato in partenariato con Medici con l'Africa Cuamm e il Programma Nazionale di Controllo della Malaria (PNCM) sudsudanese. Lo racconta PisaToday, precisando che la missione si è svolta nella capitale Juba dal 28 settembre al 2 ottobre 2026.
La missione e i partner
Il progetto, denominato Strengthening malaria response in South Sudan through evidence-based interventions improving health services quality and effectiveness (AID 12596_03_2), è coordinato dall'Ateneo pisano. La delegazione era guidata dalla professoressa Valentina Mangano, coordinatrice del progetto, e dal dottorando Marco Prato, affiancati dallo staff Cuamm in loco: il dottor Olumide Salawu, rappresentante Paese, e il dottor Paul Lubega, referente di progetto.
Formazione in diagnostica microscopica a Juba
Presso il Laboratorio Nazionale di Salute Pubblica si è tenuto un corso intensivo di cinque giorni sulla diagnosi microscopica della malaria. L'obiettivo è rafforzare il laboratorio come centro nazionale di riferimento e creare una rete di formatori per i microscopisti delle strutture periferiche. Tutti gli undici partecipanti hanno superato l'esame finale ottenendo il Certificate of Training in Malaria Microscopy, rilasciato congiuntamente dalle tre istituzioni partner. I più meritevoli saranno coinvolti nel 2027 nelle attività formative previste nello Stato di Lakes, area focale degli interventi sul campo.
Studio sulle barriere all'accesso prenatale nello Stato di Lakes
Al Ministero della Salute sono stati illustrati i risultati di uno studio condotto nello Stato di Lakes sugli ostacoli all'accesso ai servizi di assistenza prenatale (ANC) e alla prevenzione della malaria in gravidanza. La ricerca, coordinata dalla dottoressa Isotta Triulzi con il contributo del dottor Andrea D'Orazio e implementata dallo staff Cuamm locale, ha utilizzato osservazione diretta, interviste, focus group e questionari rivolti a donne in gravidanza, uomini, leader comunitari, operatori di salute comunitari e personale sanitario.
Le raccomandazioni emerse sono risultate coerenti con la strategia nazionale per aumentare la copertura del trattamento preventivo in gravidanza. Il progetto sperimenterà ora un pacchetto di interventi che include informazione comunitaria, formazione del personale, rafforzamento dei servizi e la possibile distribuzione — già alla prima visita prenatale — di zanzariere trattate con insetticidi o repellenti spaziali, per affiancare alla prevenzione farmacologica il controllo del vettore. Se efficace e sostenibile, il modello potrà essere esteso a livello nazionale.
Verso un sistema di sorveglianza molecolare
Un secondo incontro al Ministero ha riguardato la progettazione di un sistema di sorveglianza molecolare della malaria basato sui servizi di assistenza prenatale, con implementazione pilota sempre nello Stato di Lakes. Sono state pianificate le attività formative per sviluppare competenze nazionali nelle metodologie di biologia molecolare, anche attraverso collaborazioni con altre istituzioni dell'Africa Orientale. Il protocollo sarà ora elaborato e sottoposto al Comitato Etico.
La missione rappresenta un ulteriore passo per rafforzare la risposta alla malaria nello Stato di Lakes, intervenendo su qualità ed efficacia dei servizi sanitari: dalla prevenzione alla diagnosi e gestione dei casi clinici, fino alla sorveglianza epidemiologica. L'obiettivo finale è costruire capacità durature che possano essere mantenute e sviluppate a livello nazionale.