Il Conservatorio di Modena e Carpi, noto in precedenza come Vecchi-Tonelli, cambia ufficialmente nome e viene intitolato a Luciano Pavarotti. Come riporta Il Resto del Carlino, la cerimonia di intitolazione si tiene oggi alle 19 a Modena alla presenza della ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, del sindaco Massimo Mezzetti, dell'assessore di Carpi Giuliano Albarani, del direttore del Conservatorio Giuseppe Fausto Modugno, del presidente Sergio Alessandrini e della presidente della Fondazione Pavarotti e vedova del Maestro, Nicoletta Mantovani.
Il valore della contaminazione artistica
La ministra Anna Maria Bernini spiega che l'intitolazione non rappresenta una semplice sostituzione di targa, ma la valorizzazione di un percorso che unisce la storia della musica italiana. Da Orazio Vecchi e Tonelli, capaci di tenere insieme arte, didattica e sperimentazione, si arriva alla figura di Luciano Pavarotti.
"Pavarotti è stato il numero uno della lirica, ma anche colui che l’ha portata oltre i suoi confini, in dialogo con il pop e il rock: da Certe notti con Ligabue a Miserere con Zucchero, fino a Miss Sarajevo con Bono Vox", sottolinea la ministra.
Un insegnamento rivolto soprattutto ai giovani musicisti, invitati a non temere l'ampliamento degli orizzonti culturali e la ricerca di forme di creatività che superino gli steccati tra generi e pubblici differenti.
Dall'Afam alla ricerca con l'intelligenza artificiale
Durante l'intervento, la ministra Bernini si sofferma anche sul percorso di valorizzazione dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Afam), definendo un grave paradosso il fatto che in passato il settore sia stato considerato marginale. Tra le novità ricordate figurano gli investimenti nell'edilizia, nel diritto allo studio, la trasformazione dei diplomi in lauree per dare maggiore chiarezza ai titoli anche all'estero e l'istituzione dei dottorati di ricerca finanziati con oltre cento milioni di euro.
Tra i progetti concreti citati figurano le attività del Conservatorio Luciano Pavarotti e di quello di Gallarate che, grazie a un finanziamento ministeriale e all'impiego dell'intelligenza artificiale, hanno permesso di leggere antichi rulli di pianola per restituire le esecuzioni di musicisti come Mahler, Debussy e Busoni.