Gli incrementi retributivi ottenuti con i recenti contratti non bastano a compensare l'impatto dell'inflazione sul personale scolastico. A lanciare l'allarme è Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, che sollecita il Governo a varare misure fiscali straordinarie e strutturali per tutelare il potere d'acquisto di insegnanti e personale ATA, respingendo l'idea di interventi temporanei o bonus una tantum.
Secondo il quadro delineato dal sindacato, a fronte di un aumento medio lordo di 412 euro derivante dai contratti sottoscritti in circa tre anni e mezzo, il costo della vita è salito di oltre 600 euro nello stesso arco temporale. Come riportato da Voce della Scuola, Pacifico ha evidenziato come l'impoverimento di docenti e ATA richieda scelte precise in vista della manovra di fine anno, a partire dall'equiparazione del trattamento fiscale tra settore pubblico e privato.
Detassazione e parità con il lavoro privato
La prima richiesta avanzata da Anief riguarda l'applicazione delle stesse agevolazioni già previste per i lavoratori del settore privato.
- Aliquota al 5% sugli incrementi retributivi legati ai rinnovi contrattuali, con applicazione auspicata a decorrere dal 2027;
- Tassazione ridotta al 15% per il salario accessorio e le ore di straordinario;
- Superamento delle trattenute penalizzanti, con particolare riferimento al prelievo del 2,5% sul trattamento di fine rapporto (TFR).
Secondo le stime illustrate da Pacifico durante il Consiglio Generale Cisal a Rimini, queste agevolazioni consentirebbero ai lavoratori della scuola di ottenere risparmi medi fino a mille euro all'anno.
Revisione delle aliquote Irpef e indennità
Sul fronte generale delle imposte, la proposta sindacale punta a una rimodulazione dell'Irpef a vantaggio del ceto medio, articolata su cinque scaglioni: 15% fino a 18 mila euro, 20% oltre i 28 mila euro, 23% sotto i 40 mila euro, 33% per i redditi compresi entro i 50 mila euro e 43% oltre tale soglia.
Per quanto concerne nello specifico la scuola e l'impiego pubblico, Anief chiede di adeguare all'inflazione l'indennità integrativa speciale con un incremento di 250 euro mensili, a partire dalla prossima legge di bilancio. Pacifico sottolinea come, rispetto a misure provvisorie come un bonus carburante da 100 euro, sia prioritario introdurre la detassazione delle spese in Irpef e un regime agevolato per tredicesime e incrementi stipendiali.
La questione dei fuori sede e delle supplenze
A rendere ancora più critica la situazione del comparto contribuisce la gestione dell'avvio dell'anno scolastico, segnato da oltre 200 mila supplenze da assegnare. Per il personale costretto a spostarsi lontano dalla propria residenza, Anief ribadisce la necessità di introdurre un'indennità specifica per i lavoratori fuori sede, accompagnata da sconti fiscali mirati sulle spese di alloggio e sui trasporti.