Un’indennità pari a tredici mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento: questa la somma che il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà versare a titolo di risarcimento a un’insegnante di religione che per tredici anni è stata assunta a tempo determinato nelle scuole della provincia, come racconta La Nazione.
L'abuso dei contratti a tempo è stato sanzionato dal tribunale della Spezia, con il giudice Marco Viani che ha accertato la reiterata irregolarità da parte dell'amministrazione.
“L’abuso non si può considerare sanato per il solo fatto che il concorso sia stato bandito e neppure per il fatto che la ricorrente sia stata oggi immessa in ruolo”
Nella sentenza viene evidenziato come sia pacifico che la docente abbia stipulato dodici contratti a tempo determinato consecutivi per supplenze annuali su organico di diritto al 31 agosto in qualità di insegnante di religione.
Valutata una reiterazione abusiva che, dopo il compimento degli iniziali trentasei mesi, si è estesa per dieci anni — considerate le dimensioni dell'amministrazione datrice di lavoro — la determinazione dell'indennità è stata giudicata congrua. Il tribunale spezzino ha inoltre condannato il Ministero al pagamento delle spese di lite, quantificate in poco più di duemila euro.




