Tre scuole, tre comuni diversi e quasi duecento chilometri al giorno per coprire un orario d'insegnamento spezzettato. È la quotidianità raccontata a La Stampa da Razvan Hotca, trentenne docente di Economia al suo quarto anno di precariato nelle scuole superiori della provincia di Torino. Quest’anno l'assegnazione delle supplenze lo ha destinato a un orario frazionato: 6 ore a settimana a Ivrea, 11 a Chieri e una a Caluso.
I tre comuni distano tra la mezz’ora e l’ora di macchina l'uno dall'altro. La giornata tipo di giovedì illustra le criticità di questa organizzazione: partenza in auto da Torino alle 7, prima lezione a Caluso dalle 8 alle 9, poi un'ora di guida verso Ivrea per insegnare dalle 10 alle 12:40. Rientrato a Torino per un’ora, alle 16 il docente è nuovamente in strada per raggiungere Chieri e svolgere il servizio serale dalle 17 alle 21, con rientro a casa alle ore 22.
«Già solo l’autostrada Torino-Ivrea costa quasi dieci euro di caselli tra andata e ritorno. Senza considerare la benzina, che sappiamo costare parecchio in questo periodo. Di stipendio prendo 1.700 euro netti al mese, in media. Faccia lei il calcolo», racconta il docente al quotidiano torinese.
Un incastro di ore che non solo grava sulle sue energie ma anche sul tempo aggiuntivo dedicato alla professione. «Guidare due o tre ore al giorno e dividermi su tre scuole mi impedisce di partecipare alle riunioni pomeridiane, ai consigli di classe, a quelli d’istituto. Alcuni dirigenti hanno manifestato perplessità», spiega il docente.
Un eventuale rifiuto dell'incarico assegnato tramite le Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) comporterebbe la sanzione della cancellazione e l'esclusione da tutte le graduatorie per due anni. Assistito dal sindacato Flc Cgil, il docente contesta l'interpretazione dell'ordinanza ministeriale numero 27 del 16 febbraio 2026, la quale prevede che il completamento orario debba svolgersi in un massimo di tre scuole distribuite su non più di due comuni.
Per l'Ufficio scolastico territoriale di Torino l'assegnazione rispetta la regola, in quanto il docente ha ottenuto una cattedra principale da 11 ore a Chieri e un successivo pacchetto di completamento tra Ivrea e Caluso (due comuni per tre scuole complessive). Di parere opposto il docente, secondo il quale il limite dei due comuni andrebbe calcolato sulla totalità degli incarichi assegnati e non sul singolo frazionamento.
Fonte: Open